14 dicembre 2022 16:41

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono una cinquantenne cis eterosessuale e ti scrivo con una domanda su mio figlio. Ha 19 anni e fa l’università. Io sono una madre single e siamo legatissimi. Quando aveva otto anni, l’ho trovato che guardava sul mio computer video di “donne forti” che facevano la lotta con uomini. Da allora non guarda né fantastica su altro. C’è una donna in particolare che segue. Pagando, puoi fare la lotta con lei. Pratica anche altre attività (bdsm), ma a sentire mio figlio il sesso non è consentito. Dice che su questo il suo sito internet è molto chiaro. Mi garantisce che è una persona seria e che online ha solo recensioni positive. Gli ho chiesto di mostrarmi il sito, ma lui ha nicchiato perché lo imbarazzava. Non ho insistito. Poi, per il suo imminente compleanno, mi ha chiesto se volevo dividere il costo di un incontro con questa donna: 600 dollari! Mi preoccupa innanzitutto la sua incolumità. Sarà che ascolto troppi podcast di cronaca nera, ma ho paura che gli succeda qualcosa di brutto, e di non rivederlo mai più. So che tante persone frequentano professionisti del sesso e sopravvivono. E adesso, mentre scrivo, mi rendo conto che quelli più a rischio sono proprio loro, i professionisti del sesso. Per cui forse la sua incolumità non è un problema. Eppure sono sua madre e mi preoccupo. L’altra cosa che temo è che avere a che fare con questa donna gli scombini la sessualità. Non ha mai avuto esperienze sessuali e temo che, se la prima sarà con lei, in futuro il sesso normale, reale, gli risulterà privo di interesse.

Non ho nessuno con cui parlarne, ecco perché scrivo a te. Con mio figlio ho sempre mantenuto un rapporto aperto e non giudicante, ma stavolta faccio molta fatica. Ha già fissato un appuntamento, io sono estremamente combattuta e ho bisogno che tu mi rassicuri.

– They Grow Up So Fast

“Sono feticista da sempre”, scrive la giornalista e autrice Jillian Keenan nel suo saggio autobiografico Sex with Shakespare. “In me il feticismo è comparso presto, ben prima che scoprissi l’esistenza del bdsm o delle molteplici inclinazioni sessuali. Da bambina leggevo con la massima attenzione qualsiasi libro contenesse accenni a sculacciate, fustigazioni e percosse. Ho letto e riletto Tom Sawyer e The whipping boy molto presto, così come, che ci crediate o meno, alcune voci fondamentali del vocabolario. Ho cercato le definizioni di sculacciare, battipanni, picchiare e frusta così spesso che, dopo qualche anno, il vocabolario ha cominciato ad aprirsi automaticamente su quelle pagine”.

Il libro di Keenan ricostruisce la storia delle sue due eterne ossessioni: il teatro di William Shakespeare (molto più sporcaccione di quanto vi abbiano lasciato intuire alle superiori) e la sua passione per le sculacciate, due ossessioni che per tutta la sua vita si sono intrecciate e alimentate a vicenda in modi sorprendenti.

Leggere Sex with Shakespeare potrebbe rassicurarti un po’, TGUSF. Perché Keenan, che come tuo figlio è stata cresciuta da una madre single, da adulta ha scoperto una comunità di feticisti a lei affini, trovato l’amore e perso l’amore e ritrovato l’amore, il tutto riuscendo a farsi un nome come intrepida corrispondente dall’estero. E come Keenan, TGUSF, tuo figlio è feticista e lo è da sempre. Va detto che non sempre le ossessioni di un ragazzino in età prepuberale si trasformano in feticismo da adulto; se così fosse, al mondo ci sarebbero molti più feticisti dei dinosauri (e qualcuno c’è!). Ma le ossessioni di tuo figlio, come quelle di Keenan, si sono radicate molto presto e una prima esperienza di sesso rigorosamente tradizionale non può cancellarle. Tuo figlio è quello che è, TGUSF, e se è vero che per lui la vita sentimentale presenterà qualche difficoltà in più, al tempo stesso farà molta meno fatica a trovare pervertiti come lui – amici, compagni di giochi e potenziali partner sentimentali – di quanta ne facessero i feticisti prima dell’avvento di internet.

Detto tutto ciò, penso che tu non debba regalargli una professionista del sesso per il suo compleanno (o pagarla a metà con lui), TGUSF, e penso che lui non dovesse chiedertela. Va bene l’intimità – l’intimità è meravigliosa – ma si può essere intimi anche avendo o stabilendo confini sani e opportuni. “Ci sono cose che una madre ha il diritto di non sapere”, amava ripetere mia madre. Sapeva che i suoi figli, una volta adulti, affrontavano il mondo correndo rischi, esplorando la loro sessualità, facendo errori e a volte mettendosi nei guai. Mamma era pronta a raccoglierci quando le cose si mettevano male, ma non voleva costantemente sapere dove fossimo, con chi, né che cosa stessimo combinando. Perché non voleva preoccuparsi più di quanto, come madre, già si preoccupasse. Così, quando una volta l’ho chiamata da uno scantinato di Berlino attrezzato per il bdsm (il giorno del suo compleanno!) e mi ha chiesto dov’ero, con chi e a fare cosa, ho mentito.

Se tuo figlio ha l’età che serve per prendere appuntamento con una professionista del sesso, TGUSF, ce l’ha anche per pagarsela da solo. E se ha bisogno di parlarne con qualcuno e non ha un amico a cui confidare le sue perversioni, be’, a quello servono Reddit e Twitter e le rubriche di consigli sessuali. La sua vita erotica non è affar tuo, e lui non deve renderla tale. Altra cosa che non ti riguarda: come tuo figlio decide di spendere i soldi ricevuti per il compleanno. Se li spende in una PS5, può parlarne con sua madre. Se li spende con una professionista del sesso, a sua madre deve mentire. Se ancora non sa che su cose del genere a una madre si mente – se non sa che certe cose una madre ha il diritto di non saperle – allora devi dirglielo.

P.S. Le mie prime esperienze sessuali sono state esattamente come mia madre le voleva – molto etero e molto tradizionali – e non mi hanno reso né meno gay, né meno feticista. Perché non è così che funziona.

Illustrazione di Francesca Ghermandi

C’è una cosa che mi fa sentire un po’ confuso. Sono un uomo gay di 42 anni, sposato da nove. È stato un matrimonio difficile, e avrei dovuto avere il coraggio di farla finita molto prima. Ora ho preso la decisione, e avvierò le pratiche subito dopo le feste. L’anno scorso ci siamo presi una pausa, e durante la separazione ho avuto un’avventura con un uomo incredibile. Negli ultimi tempi ho avuto modo di conoscerlo meglio e mi sembra davvero speciale. Non è per lui che voglio divorziare, ma a volte per capire cosa manca nella tua coppia devi incontrare una persona speciale. Gli ho raccontato la mia situazione, e comunque vada rimarremo amici, però non vuole essere essere un “ripiego”. E neanch’io voglio che lo sia. L’ho conosciuto un po’ meglio solo nelle ultime due settimane, e ho paura di chiedergli se avrebbe voglia di stare con me una volta concluso il divorzio. Il mio timore è quello di farlo scappare, e non vorrei perderlo come amico.

– Dreaded Rebound Relationship

Sai qual è la cosa buffa delle relazioni di ripiego? Che quando funzionano, nessuno si ricorda che erano di ripiego. Sono relazioni e basta. Ma quando due persone si mettono insieme poco dopo che una delle due o entrambe hanno chiuso una precedente relazione, e tra loro non funziona, tutti gli spettatori commentano: “Certo, le storie di ripiego non funzionano mai”.

Lo dico da persona che in una relazione di ripiego sta da quasi trent’anni. Ho conosciuto mio marito alla mia prima uscita serale dopo che mi avevano spezzato il cuore. Sono stato a un passo dal non concedere una possibilità a quello che sarebbe diventato mio marito, DRR, perché avevo sentito dire – molte, moltissime volte – che le relazioni di ripiego non funzionano mai.

“Non fosse per le relazioni di ripiego, non starei con l’uomo eccezionale con cui sto da diciannove e passa anni”, dice il mio amico e dottore Daniel Summers. “Quando ci siamo conosciuti, ero da poco stato scaricato senza troppi complimenti e navigavo nella tristezza. Non solo provavo ancora sentimenti per il mio ex, ma l’uomo che sarebbe diventato mio marito mi ha visto piangere per lui. Dopodiché è scattata. La persona che avevo sempre cercato era quella che avevo davanti. Nessuno l’avrebbe mai definito il mio ‘marito di ripiego’. Lo conoscono semplicemente come l’uomo che ho avuto la fortuna di incontrare al momento giusto”.

Forse le relazioni di ripiego godrebbero di miglior fama se gente come me e il dottor Summers ogni tanto chiamasse “marito di ripiego” l’uomo che ha sposato, anche solo per ricordare a tutti che sì, a volte le relazioni di ripiego funzionano. E siccome pochissimi di noi finiscono per sposare la prima persona che frequentano seriamente, quasi tutti abbiamo relazioni di ripiego che in un modo o nell’altro hanno funzionato.

A ogni modo, DRR, è Mister Incredibile ad avere delle remore, non tu. È lui che teme di ritrovarsi in una “relazione di ripiego” con una persona fresca di divorzio. Forse è convinto di quel che credono tutti, ovvero che le relazioni di ripiego non possano funzionare, e viverne una che funziona potrebbe essere l’unico modo per convincerlo del contrario. Viverne una che non funziona, per contro, rischia di confermare i suoi preconcetti. È anche possibile che non sia interessato a una relazione con te – di ripiego o meno – e che il suo dichiarato timore di essere un “ripiego” sia una piccola bugia per non ferirti. Ma c’è un solo modo per scoprire ciò che prova davvero: avvia le pratiche di divorzio, portale a termine, chiudi la faccenda e poi chiedi a Mister Incredibile – sempre che sia ancora single – quanto tempo deve ancora passare perché il vostro rapporto non sia più a rischio di “ripiego”.

Seguite il dottor Daniel Summers su Twitter: @WFKARS.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger. Inviate le vostre domande a mail@savagelove.net.