Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono una donna bisessuale cisgender trentenne, sposata con un uomo. Sono statunitense e da una decina di anni vivo in Europa. Sono una libera professionista, cosa che a volte mi fa sentire parecchio sola. Non parlo bene la lingua del posto. Qui le persone sono molto affiatate e sembra che tutti abbiano lo stesso gruppo di amici dalla nascita. Ho faticato davvero tanto ad allacciare rapporti stretti. Comunque. Verso il 2018 io e mio marito abbiamo provato ad aprire la coppia e fino all’anno scorso ogni tanto andavamo a letto con altri. Il bilancio di quell’esperienza per me non è stato positivo, anzi non ha fatto che aggravare l’ansia e il senso di solitudine, ma ora siamo tornati monogami e il nostro matrimonio va bene. In tutto questo ho conosciuto una donna e siamo diventate amiche. Conversando con lei è venuto fuori che sono stata in certi locali notturni di Berlino e, dopo averci un po’ girato intorno, ci siamo confidate le nostre esperienze in coppie aperte. Da allora ogni volta che ci vediamo mi parla tantissimo della sua vita sentimentale e di quanto sia fantastica, e scende in dettagli molto espliciti. Io le ho detto che non frequento più nessun altro. Davanti a lei ho pianto, raccontandole gli effetti di quella situazione sulla mia salute mentale, ma ciò non sembra impedirle di vedermi come l’amica kinky e di mentalità aperta con cui può parlare di tutta questa roba. Amici quasi non ne ho, perciò non vorrei proprio perderla, ma non mi piace molto la sua compagnia dato che parla quasi solo della sua strabiliante vita sessuale. Sentir parlare delle vite sessuali degli altri mi mette molta ansia, anche se capisco che è un problema mio. Non che io sia l’unica con cui si può confidare, perché lei mi ha detto (vantandosene) di poter parlare molto liberamente della sua vita sessuale con altri amici, colleghi e perfino con fratelli e sorelle. Devo gentilmente rifiutare i suoi inviti a uscire insieme finché non avrà afferrato e smetterà di contattarmi? Devo dirle senza giri di parole che ascoltare i suoi racconti mi fa quasi venire gli attacchi di panico? Devo impegnarmi di più quando vado in terapia?

– I Can’t Hear You

Sparire un po’ alla volta – cioè rifiutare gli inviti della tua amica finché non avrà afferrato – è sicuramente un segnale, Ichy, ma è anche vago, autolesionista e inutilmente crudele.

Allargando per un attimo l’inquadratura: questa donna dovrebbe essere ottusa per non accorgersi che non vuoi ascoltare i suoi racconti sul sesso. Certe persone però sono ottuse. L’hai conosciuta mentre eri in coppia aperta, le hai pianto davanti quando le hai confidato la tua storia. Una persona con una discreta intelligenza emotiva potrebbe pensare: “Magari alla mia amica fa male ascoltare le mie storie sul KitKatClub, visto che le sue esperienze sono state tanto dolorose”. Mentre questa amica – sempre che lo sia (ci arriviamo tra un attimo) – potrebbe concludere invece che a te va bene ascoltare i suoi racconti, dato che a farti piangere non sono state le sue esperienze.

Se non le hai ancora detto che ascoltare le sue avventure sessuali ti riporta alla mente vicende dolorose, può darsi che la tua amica – se davvero è così ottusa (certe persone lo sono) – non si renda conto di farti stare male. E se davvero è così ottusa, non sarà in grado di capire dove ha sbagliato quando tu sparirai, e magari si tormenterà chiedendosi che ha fatto di male.

Oppure, senti, magari lo sa che raccontarti degli ultimi quattro cazzi che ha succhiato ti rattrista tantissimo e non gliene frega niente.

C’è solo un modo per scoprire se la tua amica è una scema benintenzionata e ignara, però capace di aggiustare il tiro, oppure una stronza egoriferita a cui non frega niente di te: parlale apertamente, cazzo. Se dici qualcosa – se le chiedi con garbo di risparmiarti certi racconti – magari puoi salvare quest’amicizia. Se invece sparisci, di sicuro perderai una delle poche amiche che hai. Dato che ti senti isolata, Ichy, trovo che sia il caso di provare a salvarla.

Se non riesci a trovare le parole, Ichy, sentiti libera di copiare, incollare e inviare alla tua amica questo paragrafo: “Mi piace passare del tempo con te, ma quando il discorso cade sulla tua vita sessuale mi viene l’ansia. Non perché tu stia facendo qualcosa di sbagliato, ma perché sto ancora elaborando gli effetti negativi delle mie esperienze in coppia aperta. Ti ricordi come piangevo? Tu hai un sacco di altre persone con cui parlare di questa roba, compresi i tuoi fratelli e le tue sorelle, perciò io vorrei essere l’amica con cui parli di tutto il resto. Ti va?”.

Se questa donna è una stronza, la prossima volta che vi ritrovate insieme ti attaccherà una pippa sull’ultima volta che è stata al KitKatClub, e a quel punto sarai libera di sparire. Se non lo è, ti parlerà dei programmi tv che sta guardando, o dei musei che ha visitato a Berlino quando non era a farsi scopare in pista al Berghain, e potrete continuare a uscire insieme.

Di recente mi sono iscritta a un sito gratuito per feticisti e ho scoperto che mi piace tantissimo condividere foto del mio corpo e ricevere commenti e “Mi piace” anonimi. Però finora sto pubblicando solo immagini relativamente caste, per paura di far trapelare la mia identità. Temo che un ex possa riconoscere addirittura le lentiggini che ho sul sedere o che una coinquilina veda le piastrella della doccia di casa nostra. Temo anche le conseguenze possibili: come potrebbe danneggiarmi sul lavoro, in famiglia, nella comunità eccetera. Mi ecciterebbe pubblicare cose più esplicite, o addirittura spinte, ma le mie paure mi bloccano. Hai qualche consiglio? Devo buttarmi sulle cose più audaci oppure no?

– Posting Online Smut Entails Risk

Solo oggi milioni di persone pubblicheranno foto zozze in rete, Poser, e quasi nessuna subirà delle conseguenze negative. I tuoi timori, però, non sono infondati: ci sono persone che hanno perso lavori, amici e coniugi – e sono finite nei guai con i coinquilini – dopo aver reso pubbliche le zozzerie scattate in casa. Puoi proteggere la tua identità usando un nome falso e un’email usa e getta, eliminando i metadati dalle foto (non chiedermi come, io per sapere come si accende la tv devo chiederlo al fidanzato di mio marito), tagliare il viso e sfumare i particolari che ti rendono riconoscibile, come tatuaggi, lentiggini, piastrelle della doccia, foto di famiglia sul comodino, ecc.

E ricorda: anche se cancelli un’immagine pochi secondi dopo averla pubblicata, qualcuno o un bot potrebbe averla già salvata. E un’immagine pubblicata su un solo sito (o condivisa in privato) può finire su un milione di altri siti. (Quindici ani fa un mio amico pubblicò in rete una foto che divenne leggendaria nelle cerchie gay kinky, tanto da finire sulle tazzine da caffè). Ma oltre ai miliardi di foto zozze che già circolano, e agli altri milioni che vi si andranno ad aggiungere oggi – per non parlare dell’avvento del porno creato con l’intelligenza artificiale, e del comodissimo alibi che fornisce (“Sì, c’è la mia faccia, ma non sono io, è fatto con l’intelligenza artificiale!”) – le tue foto zozze quasi sicuramente si perderanno nel mucchio. E dato che quasi tutti si sono scambiati qualche foto zozza in rete, queste immagini hanno meno probabilità che in passato di rovinare la vita alle persone.

P.s. Chi non risica non rosica.

P.p.s. C’è anche l’opzione di sbattersene altamente.

Da sei mesi mi vedo con questo ragazzo che mi piace proprio tanto. Scrivo a te e non ad altre rubriche di consigli perché non voglio che le mie fisime rovinino la relazione più bella che ho mai avuto. A lui piace il latex (ha tantissimi capi di quel materiale) e adora il bdsm. Niente di quello che facciamo insieme gli dà le sensazioni che gli dà una sessione di gioco con un uomo dominante. Lui dice che il sesso vanilla con me gli piace e che non devo pensare il contrario perché è sempre lui a prendere l’iniziativa. Però guarda solo porno kinky, mai vanilla, e io fatico a non farmi paranoie. Siamo entrambi gay ventenni. Lui è un po’ più giovane di me, ma ha molta più esperienza in fatto di sesso. Mi dice che nella scena kinky non ha mai incontrato qualcuno che volesse frequentare (anche se alcuni uomini kinky volevano uscirci), ed è sicuro di volere un compagno di vita vanilla. Come faccio a sapere che non è una bugia? Come posso essere sicuro che non si prenderà una cotta per un tizio kinky con cui gioca? Io non potrei mai fare quello di cui ha bisogno perché non sopporto di fare del male né a lui né a nessun altro, e lui dice che tanto se fossi io a fargliene non funzionerebbe. Dimmi perché secondo te non mi sta mentendo, e come fare per tranquillizzarmi e godermi questa relazione. Dimmi che durerà. E per favore non mi bastonare, Dan, non è una cosa che rientra nei miei gusti.

– Very Anxious Nerd In Love Lacking Assurances

Non ho intenzione di bastonarti – non rientra nei tuoi gusti – però non voglio neanche dirti bugie.

Può darsi che questa relazione non duri. La maggior parte delle relazioni non dura. E può darsi che il tuo ragazzo ti stia dicendo cazzate su cosa vuole davvero. Magari, nel profondo del suo cuore kinky, vuole un compagno di vita kinky a cui piacciono le sue stesse cose. Poi però ha conosciuto te, Vanilla, e gli sei piaciuto tanto, come gli è piaciuto fare sesso vanilla con te, e in questo momento sta pensando di accontentarsi di te.

Mi rendo conto che suona malissimo, ma accontentarsi non è una brutta cosa. In una relazione nessuno ottiene tutto quello che vuole, Vanilla, il che significa che in ogni relazione di lungo corso ben riuscita ci sono sempre dei compromessi da ambo le parti, c’è sempre un accontentarsi. Non ci si può sistemare altrimenti. Perciò, se lui è disposto a rinunciare a trovare un compagno di vita kinky come prezzo per stare insieme a te, Vanilla, quel prezzo tu puoi lasciarglielo pagare. E il prezzo che pagherai tu per stare con lui sarà quello di smazzarti le tue insicurezze, e credergli quando ti dice sì.

Ma passiamo alle buone notizie: è del tutto possibile che il tuo ragazzo ti stia dicendo la verità. Alcuni kinkster non amano mischiare kink e sentimenti. Può darsi che uno come lui abbia bisogno di avere dei compagni di gioco kinky di fantasia, Vanilla, e anche se un compagno di vita può essere un partner sessuale buono o fantastico (e a quanto pare il sesso tra voi va bene), un compagno di vita non è una figura di fantasia. È una presenza reale. E il fatto che il tuo ragazzo sia giovane ma esperto suggerisce che ti stia dicendo la verità. Se lui ha frequentato e giocato con uomini kinky, quando ti dice che per lui mischiare amore e kink non funziona, sta parlando con cognizione di causa.

Perciò è del tutto possibile che il tuo ragazzo non si stia affatto accontentando, almeno non per quanto riguarda i suoi kink. E purché tu non faccia lo sbaglio di chiedergli di scegliere tra le tue insicurezze e i suoi kink, potrebbe funzionare.

In realtà mi sembra che questa relazione stia già funzionando, Vanilla, e che continuerà a funzionare – potrebbe perfino durare – se non permetti alle tue insicurezze di rovinarla.

(Traduzione di Francesco Graziosi)

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