Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Sono una persona genderqueer registrata femmina alla nascita (afab) di 45 anni. Posso dividere gli uomini etero cisgender con cui ho relazioni sentimentali in due categorie. Ci sono quelli che si godono il sesso, dando la priorità al piacere per sé e la partner, ma senza darci troppo peso. Sono quelli con cui in genere faccio sesso di frequente, in maniera sana e piacevole. Poi ci sono quelli con cui il sesso parte abbastanza bene finché, a un certo punto, mi comunicano che hanno bisogno di rapporti regolari, che non tollerano la mancanza di sesso, che l’astinenza li mette di malumore, che hanno già avuto storie senza sesso – bla bla bla – e questo diventa il tema centrale della relazione. Di solito a quel punto o il sesso peggiora o mi rendo conto che non era granché fin dall’inizio, cominciamo a farne sempre meno e pian piano diventa così tremendo che proprio non mi va più di andarci a letto, e la storia finisce. Mi chiedo se altre abbiano avuto la stessa esperienza, e se tu abbia dei commenti da fare al riguardo.

– Help Explain This Male Entitlement Nonsense

Hai notato un fatto ricorrente: non tutti gli uomini etero cisgender fanno schifo – a quanto pare ne hai trovati e te ne sei scopati di bravi – però quelli che si dichiarano bisognosi di sesso regolare, che non ne tollerano la mancanza e che sono usciti a malapena vivi dall’ultima storia senza sesso, ecco, quelli fanno schifo, sì. Nella tua esperienza, andare a letto con uomini etero cisgender che sproloquiano sul sesso a cui hanno diritto smette ben presto di essere un piacere e diventa un obbligo.

Insomma, hai raccolto i dati e hai identificato un tratto rivelatore (letterale e figurato), e con quei dati alla mano, Hetmen, d’ora in avanti potrai fare delle scelte informate. Se un uomo etero cisgender è bravo a letto e non ti attacca subito una pippa sull’incapacità di tollerare la mancanza di sesso, puoi continuare a scopartelo. Se invece è bravo a letto ma da un giorno all’altro ti attacca una pippa su quanto sesso deve fare, non devi continuare a scopartelo, perché non sarà bravo a letto ancora per molto.

A meno che il tuo kink più grande sia la perenne conferma di esperienze passate, Hetmen, non devi continuare a scoparti tizi che ti attaccano quella pippa finché il sesso non diventa tremendo. Vattene finché è ancora piacevole.

Allargando per un attimo l’inquadratura: benché sia tentato di fare spallucce e dire: “Uh, come no, certi uomini etero cisgender fanno proprio schifo” – probabilmente quello che ti aspettavi dicessi – voglio fare il bastian contrario gay cisgender e dire invece: in ogni categoria – maschi etero cisgender, maschi gay cisgender, persone genderqueer afab, ecc. – c’è gente che fa schifo, ma non è irragionevole che una persona voglia parlare delle sue aspettative, fantasie, voglie, speranze e preghiere in fatto di sesso durante la fase conoscitiva di una relazione.

Se stai scopando in giro con la speranza di trovare un partner, Hetmen, sia tu sia il tuo potenziale compagno state sostenendo un provino per una parte. E credo sia giusto che entrambe le persone siano sincere e dirette sui tipi di sesso che vogliono fare e in che quantità, idealmente. Ciò vale alla decima potenza nel caso di una relazione che parte già sessualmente esclusiva o lo diventa strada facendo.

Per la cronaca, io non penso che ci sia nulla di intrinsecamente negativo in un tizio etero cisgender, anzi in un nessun tipo di persona (gay cisgender, lesbica trans, acrobata asessuale, ecc.) che dichiara esplicitamente le proprie esigenze e aspettative all’inizio di una relazione. Purché sia altrettanto interessato ad ascoltare quelle del partner, purché sia un dialogo e non un monologo, e purché la persona sia realistica su come a volte la vita quotidiana interferisca con la programmazione regolare delle scopate, due persone fanno bene a comunicarsi le proprie esigenze.

Di sicuro è meglio che sperare che il tuo nuovo partner sia miracolosamente capace di leggerti nel pensiero.

E sempre per la cronaca, la vita è lunga, ogni coppia attraversa periodi di magra, e nessuno ha diritto a una data quantità di sesso. Entrambi i partner – tutti i partner – dovrebbero fare uno sforzo di buona volontà e venire incontro alle ragionevoli esigenze sessuali dell’altro, Hetmen. Entrambi dovrebbero essere disposti a fare concessioni ragionevoli quando non sono in grado di appagarle, e ogni tanto anche a fare un po’ di sesso di mantenimento. E proprio come tutti hanno diritto ai loro limiti e alle loro preferenze, tutti hanno il diritto di avere e comunicare le proprie ragionevoli aspettative in fatto di sesso.

Allargando un altro po’ l’inquadratura: se sei queer nel senso di non eterosessuale e non solo nel senso che hai un taglio di capelli asimmetrico, Hetmen, hai a disposizione un bacino molto vasto. Non devi accontentarti degli uomini etero cisgender se con loro hai avuto più brutte esperienze che belle.

Puoi frequentare e scoparti donne cisgender, donne bisessuali, donne trans, uomini trans, uomini bisessuali, persone non binarie afab o amab, pansessuali, onnisessuali eccetera. Non devi continuare a mangiarti gli Smarties che ti piacciono di meno. Mangiati tutto l’arcobaleno.

Ultimo commento: per quanto ne so io, hai frequentato un sacco di persone che non erano cisgender, etero e maschi. Ma se così non fosse, ecco cosa probabilmente scoprirai quando ti metterai a frequentare altri tipi di persone: di gente che fa schifo ce n’è parecchia, e in tutte le categorie. Alcuni sosterrebbero che i maschi etero cisgender fanno schifo in percentuali maggiori, ma le tue esperienze positive con la categoria dimostrano che #nontuttigliuominieterofannoschifo. Da persona queer, Hetmen, mi spiace dirti che una percentuale significativa delle persone queer che ti scoperai farà schifo. Magari in modi leggermente diversi – abbiamo altri tratti rivelatori – ma il mio consiglio è sempre lo stesso: non sprecare tempo con gente che fa schifo, quale che sia il suo orientamento sessuale, la sua identità di genere o il suo taglio di capelli.

Sono una donna etero cisgender di quarant’anni. Non sono vergine, ma non ho avuto chissà quanti partner. Di recente ho fatto sesso per la prima volta con un uomo che mi piace. Questo nuovo partner – anche lui cisgender e in teoria etero – mi ha chiesto di mettergli un dito nell’ano, cosa che nessun altro uomo etero mi aveva mai chiesto prima. Io ascolto il tuo podcast, Dan, perciò capisco che possa essere molto piacevole. Lui mi ha chiesto il consenso e io gliel’ho concesso. Tutte le mie amiche sono delle gran criticone e dicono che deve essere per forza bisessuale, e che nessun uomo etero si presterebbe mai al ruolo ricettivo nei giochini anali. Non m’importa quasi mai di cosa pensano, però quest’uomo mi piace, e non vorrei affezionarmici se ha delle esigenze che da donna cisgender non sono in grado di appagare. Ecco le mie domande: Gli uomini etero fanno spesso questa richiesta? Qual è il modo giusto per accontentarlo senza rischiare di fargli male? Spero davvero di ricevere una tua risposta, Dan, perché tutti i miei conoscenti mi dicono (o mi hanno già detto) che lui è gay. Mi sembra come di conoscerti, e prima di procedere vorrei sapere cosa ne pensi.

– Really Into New Guy

Dipende da cosa intendi con “spesso”. È una richiesta che fanno quasi tutti gli uomini etero? No, decisamente. Ma al mondo esistono abbastanza maschi etero a cui piace un dito dentro che mi sento di poter dire che non è una richiesta rara. È impossibile da quantificare, ma a naso direi che decine di migliaia di statunitensi hanno chiesto alle loro partner di mettergli un dito dentro nell’ultima settimana. Alcuni hanno usato le parole, altri lo hanno fatto capire a gesti, ma la richiesta l’hanno fatta.

Ora, questo tizio potrebbe essere gay – potrebbe esserlo chiunque – ma il fatto di volere un dito nel culo non prova che questo tizio voglia prendere dei cazzi. Al giorno d’oggi neanche il voler prendere dei cazzi è la prova che un uomo è gay, Ring, dato che ad alcuni uomini etero piace il pegging, altri sono estremamente eteroflessibili, altri ancora amano fare da passivi con le donne trans. Il mondo è bello perché è vario, ecc.

Semmai l’aver chiesto a te, una donna etero, di mettergli un dito nel culo indica che con tutta probabilità questo tuo nuovo partner non è gay. (La reazione delle tue amiche, al contrario, indica che sono mal informate e omofobe). È vero che alcuni uomini gay parecchio repressi vanno a letto con le donne, Ring, ma sono troppo insicuri e hanno troppa paura di sembrare gay per chiedere alla donne con cui scopano di fargli cose “da gay”.

Un omosessuale represso che non vuole far nascere sospetti alla sua nuova fidanzata difficilmente le chiederà di farsi mettere nel culo un dito, un butt plug o uno strap-on rispetto a un etero che è tranquillo rispetto alla propria sessualità e non ha paura del proprio culo.

Venendo alle tue amicizie: sei libera di confidare le richieste sessuali insolite di un nuovo partner con una o due amiche care. Ci sta. A me però sembra che tu ti sia confidata con tutte le tue amiche – mi sembra che tu abbia aperto mille chat di gruppo – e questo invece non ci sta. Confidarsi con un’amica fidata è comprensibile e a volte necessario per la nostra incolumità fisica ed emotiva, ma comunicare gli interessi sessuali di un nuovo partner a tutte le tue amiche – comprese quelle che presumibilmente lo conosceranno, se finite per frequentarvi – è una violazione della sua privacy. Non credo che tu gli debba delle scuse, Ring, visto che non è necessario che lui sappia che tutte le tue amiche lo credono gay perché gli piace farsi mettere un dito dentro, però d’ora in avanti dovresti mettere un limite al numero di amiche con cui ti confidi. Un paio delle più intime, Ring, non tutto il circolo delle donne, che cazzo.

Passiamo alla seconda domanda. Ecco come si fa: ti accorci le unghie, usi parecchio lubrificante e prepari il buco prima di penetrarlo (massaggiando in cerchio l’orifizio esterno con il dito lubrificato prima di infilarcelo), e continui a chiedergli se è piacevole. Se scopri che godi a penetrare un uomo, tombola! Puoi comprarti un dildo indossabile. Se decidi che non fa per te – se scopare un uomo (o quest’uomo in particolare) con il dito ti smonta – non sei tenuta a rifarglielo, né a rivederlo.

Siamo una coppia sposata, etero e cisgender. Trentenni entrambi, viviamo con nostra figlia di cinque anni in un piccolo comune italiano. In passato abbiamo avuto solto relazioni monogame, ma con i partner precedenti non eravamo mai stati così disinvolti come ora. Parliamo un sacco del nostro legame sessuale, e da circa un anno a questa parte fantastichiamo di aprirci a un’altra coppia. È una cosa che nessuno di noi due ha mai avuto il coraggio di dire ai partner precedenti. Vogliamo entrambi vederci fare sesso con altri e sperimentare il sesso omo durante un incontro a tre o a quattro. Il problema è che non sappiamo da dove cominciare. Non abbiamo mai usato app o siti d’incontri, né conosciamo posti dove incontrare coppie dagli interessi simili. Abbiamo sentito dire che gli ananas sono usati per identificare le coppie che cercano altre coppie. Ma se vediamo un ananas in casa di una coppia, come facciamo a essere sicuri che non sia lì per caso e basta? Abbiamo paura di equivocare. Puoi darci qualche consiglio per principianti assoluti?

– Couple Urgently Requires Intensely Orgiastic Unrestricted Sex

Cercando su Google ho scoperto che in Italia ci sono un sacco di locali per scambisti e circoli di cultura sessuale. Non li citerò per nome, Curious, perché non posso visitarli di persona e quindi non posso garantire nulla sulla clientela, l’arredamento e l’atmosfera. Però nel vostro esistono i locali per scambisti etero e non sono proprio nascostissimi. Con tutta probabilità non esistono nella cittadina dove abitate voi, ma vostra figlia è abbastanza grande da poter passare un fine settimana dai nonni mentre tu e tua moglie andate “a visitare i musei” di Roma o Milano.

Piccola divagazione: gli italiani etero che vogliono vivere avventure di sesso matto e consensuale non sono presi di mira dal governo della destra populista di Giorgia Meloni. Sono gli italiani queer a essere oggetto di demagogia, e a vedersi sottrarre i diritti acquisiti sotto la bandiera dei “valori della famiglia”. Nel frattempo le persone eterosessuali, tra cui la stessa Meloni, sono libere di fare il cazzo che gli pare e scoparsi chi gli pare.

Tornando alla tua domanda, Curious: in passato gli scambisti etero usavano gli ananas come segno di riconoscimento – tenendoli esposti in casa per farsi identificare da altre coppie di scambisti – allo stesso modo in cui i gay un tempo usavano i fazzoletti colorati per segnalare agli altri gay i loro interessi sessuali.

Oggi però abbiamo internet, Curious, perciò le coppie di scambisti non devono più fare affidamento su un simbolo che può essere facilmente equivocato – a volte un ananas è semplicemente un ananas – e i gay non devono più fare affidamento su fazzoletti che tanto nessuno riesce a vedere in un locale con le luci basse. Oggi le coppie di scambisti etero vanno alle feste e usano le app di rimorchio, e i gay elencano i loro interessi sessuali su Grindr, Sniffies, Scruff, Recon, ecc.

Perciò non rischiate l’equivoco, Curious. Andate su Google e mettetevi a cercare locali e feste in una città italiana vicina a voi. Però, proprio come gli statunitensi per bene non si scopano i repubblicani, tu e tua moglie non dovreste scoparvi quelli di Fratelli d’Italia.

(Traduzione di Francesco Graziosi)

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