Sommario

634 (24/30 marzo 2006)

Google spy

Il motore di ricerca più famoso del mondo ha rivoluzionato il web. Ma dagli Stati Uniti arriva l’allarme: Google può diventare un pericolo per la privacy di tutti noi. In mano a governi, magistrati, spie

634 (24/30 marzo 2006)

Portfolio

Gobbe in vendita

Le foto di Ami Vitale

Ambiente

Il pianeta a secco

Lo sfruttamento indiscriminato delle risorse idriche, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, rischia di provocare una carestia globale. L’inchiesta di Fred Pearce

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Opinioni

Il numero: 19

Ricerca

Come spiega John Lanchester nel suo articolo, i giornalisti di tutto il mondo sono ossessionati da Google. C’è chi pensa che bisognerebbe smettere di definirla un’azienda tecnologica per chiamarla col suo vero nome: un’impresa di comunicazioni, il più grande editore del mondo. Google sta diventando un vero e proprio fornitore di contenuti, per di più autogenerati dagli utenti (geniale): quelle ricerche che vengono risolte con la prima schermata dei risultati (il nome di una persona, l’indirizzo di un negozio eccetera). Google e i suoi fondatori sono così ricchi che i loro limiti non dipendono da quello che possono spendere, ma dalle idee che riescono a concepire. Un progetto così non poteva che nascere in una grande università (Stanford). E non c’è da stupirsi, in un paese dove una singola università (Harvard) gestisce un fondo da 26 miliardi di dollari: come la finanziaria 2006 dell’Italia. Leggi

Asia e Pacifico

Malesia, la riscoperta della costituzione

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In copertina

L’occhio di Google

Il motore di ricerca inventato da Larry Page e Sergey Brin ha rivoluzionato il web. Ma l’enorme mole di dati in suo possesso è un pericolo per la privacy degli utenti

Attualità

Marzo francese

Studenti e sindacati manifestano contro i nuovi contratti di lavoro. Ma il padre della riforma, il premier Dominique de Villepin, va avanti per la sua strada: ostinato e contrario al dialogo

Americhe

Un continente diviso

Società

Storie vere, cruciverba, cucina e altro

Repubblica Centrafricana

L’Africa che va in bancarotta

La Repubblica Centrafricana è ridotta sul lastrico. La speranza di vita non supera i quarant’anni. Le strade non sono asfaltate e i funzionari pubblici ricevono lo stipendio ogni quattro mesi

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Opinioni

Una cena in terrazzo

Opinioni

Informazioni

Opinioni

Trasferta forzata

Economia e lavoro

Aerei in pensione

Cultura

Cinema, libri, musica, tv

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Viaggi

Bristol per tutti

All’inizio del secolo scorso era il rifugio esclusivo dei ricchi di Buenos Aires. Oggi la spiaggia simbolo di Mar del Plata richiama ventimila persone al giorno, da tutta l’Argentina. Cronaca di una giornata d’estate

Il mondo tripolare

Al contrario dell’Europa, la Cina non si lascia intimidire da Washington. E i politici Usa temono Pechino. Leggi

Scienza e tecnologia

Falsi miracoli in farmacia

Opinioni

Strani paradossi

Opinioni

Boeri in Patagonia

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Opinioni

Il gusto degli altri

Il vostro tempo speciale

Qual è il momento in cui nemmeno un disastro nucleare vi distoglierebbe dalla scrittura? Leggi

Agitazione a tavola

Ma non lo sapete che una porzione di fugu su cento è mortale? Leggi

Ritratto

Bill Emmott. Il mio Economist

Nei tredici anni in cui ha diretto il settimanale le vendite sono raddoppiate, raggiungendo un milione di copie. Qualche settimana fa ha sorpreso tutti e ha annunciato le sue dimissioni

Europa

Le nazioni della Spagna

Opinioni

Bambini d’assalto

Opinioni

La settimana di Silvio Berlusconi

Giappone

Il mondo in una stanza

Li chiamano hikikomori. Sono le migliaia di adolescenti giapponesi che si chiudono nella loro stanza e ci restano anni, per ribellarsi al conformismo sociale e familiare. Perché?

Africa e Medio Oriente

La stampa sotto assedio in Kenya

Opinioni

La parola: cinonimo

Opinioni

La settimana di Romano Prodi

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