Valeriu Nicolae

È un rom romeno, attivista per i diritti umani. Ha fondato il Policy center for roma and minorities, che gestisce a Bucarest una scuola pomeridiana per bambini in difficoltà. Ha una rubrica sul settimanale romeno Dilema Veche.

Lo zingaro filosofo e la dea con le lentiggini 

A Chicago fa caldissimo e la notte è impossibile dormire. Sono già passate due settimane dal nostro incontro fortuito quando, un venerdì sera, mi chiama. Leggi

Il primo filosofo zingaro di Chicago

Sono arrivato negli Stati Uniti poverissimo. La ragazza dai capelli rossi mi fa un sacco di domande, mi chiedo se per caso non lavori per l’immigrazione. Leggi

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Sono cresciuto nelle scarpe di qualcun altro

Sono nato povero e questo mi ha insegnato che non basta ottenere una carica importante per essere degli Einstein della politica o della cultura. Leggi

Tutti in campo per fermare la violenza contro le donne

Per tanti bambini di Ferentari la violenza è un fatto normale e il calcio l’unica passione. Vi invito a firmare per una campagna negli stadi. Leggi

Le apparenze ingannano

Ormai volo almeno due volte alla settimana e generalmente uso il tempo del viaggio per lavorare, così non presto troppa attenzione a quello che mi succede intorno. Leggi

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Un adolescente con la testa sempre nel pallone

Ho cominciato a giocare a calcio con la Cfr Craiova, la squadra dei ferrovieri della città. Da adolescente sono stato incredibilmente felice. Gli ultimi due anni del liceo sono stati probabilmente il periodo più duro di tutta l’epoca comunista, ma per me sono stati fantastici. Leggi

Breve romanzo di formazione con cerbottana e fionda

Nella mia classe, alle medie, c’erano tre rom: Gabriela Butuşină, Carmen Voica e Dan. Probabilmente Claudia era di famiglia mista, come me. Gli altri, invece, si comportavano come se le loro famiglie fossero discese direttamente dai romani e dai daci rappresentati sulla colonna di Traiano e non arrivate da qualche villaggio sperduto in provincia di Craiova. Leggi

Le piccole cose da fare per aiutare chi vive nei quartieri poveri di Bucarest

Sono stato in diversi quartieri ghetto dove abitano soprattutto rom. La povertà di questi luoghi ha effetti devastanti su chi ci vive. A Ferentari, Bucarest, faccio parte di un gruppo di 50 volontari che riescono ad aiutare un centinaio di bambini, e le loro famiglie, a costruirsi nuove opportunità. Leggi

L’autunno in cui ho scoperto l’amore

Ho dodici anni, ne compirò tredici a dicembre. E sono innamorato della principessa bionda del mio palazzo fino alla punta delle mie orecchie a sventola. Le ho chiesto l’amicizia e lei ha accettato con fare regale, all’inizio della primavera. Aspetto con trepidazione che esca dall’aula per tenerle la mano. Leggi

Tre giorni di stupore puro a Mumbai

È l’inizio di gennaio, ma a Mumbai c’è la madre di tutte le canicole. Siamo incolonnati in una coda lunghissima e, quando riesco a uscire dall’aeroporto, mi sento pieno di speranza. Leggi

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I ragazzi di Ferentari tirano fuori il meglio delle persone a Bucarest

Probabilmente a Ferentari vive la maggior parte dei ragazzi di Bucarest che hanno problemi di droga. E probabilmente qui c’è il più alto numero di adolescenti che si prostituiscono. Il quartiere di Ferentari non è un bel posto, ma ha il potere di tirar fuori il meglio dalle persone. Leggi

Come sono diventato italiano 

Mi trovo in una meraviglia di albergo a 1.900 metri di altitudine, sulle Dolomiti. Da qui si può salire fino a tremila metri, dove c’è un ghiacciaio. Nessun discendente della stirpe degli Ignat e dei Ciolan era mai arrivato a queste altitudini. Leggi

Ladri in giacca e cravatta

Sto raccogliendo trifoglio insieme a mia zia Geta e a mia cugina Karina. Ne “prendiamo in prestito” un po’ dai comunisti. Geta è sposata con un tedesco di Romania che ascolta di continuo Radio Free Europe, così anch’io mi sono convinto che rubare alla cooperativa sia una specie di atto eroico. Da questi fatti sono passati più di trent’anni e lo stato, dove ora regnano corruzione e nepotismo, è ancora il soggetto da cui è più facile “prendere in prestito”. Leggi

Tre giorni d’amore disperato a Chicago

Ero un giovane ragazzo smarrito negli Stati Uniti, dove mi trovavo illegalmente. Per alcuni mesi avevo lavorato come falegname e tuttofare: avevo scavato fossi, demolito case e costruito un garage. Mi erano venuti i calli sulle mani ed ero eternamente stanco. Leggi

Un amore a pezzi

È presto, più o meno le cinque di mattina. Il sole si sta alzando, ma io non sento niente, assolutamente niente. Non ho la minima idea di cosa sia successo la notte scorsa. So dove mi trovo, ma non so come ci sono arrivato. Ho i vestiti bagnati e comincio a sentire addosso il freddo delle mattine del sud dell’Inghilterra. I campi di fragole dove lavoro da qualche mese mi sembrano sempre uguali a se stessi. Solo io sono a pezzi. Mi sono innamorato. E parecchio. Leggi

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Contro il razzismo cominciamo a imparare dai nostri errori

Traian Băsescu è stato presidente della Romania tre volte, dal 2004 al 2014. In una di queste occasioni ha detto alle persone che aveva di fronte, tra cui io, che gli zingari si riconoscono facilmente perché “hanno i palmi delle mani gialle, come quelle di Ilie Năstase” (famoso tennista degli anni settanta). Ho pensato che fosse un’idea geniale. Leggi

Un marziano nel governo della Romania

Sono un tecnocrate. Guardandomi allo specchio, quasi non riesco a dirmelo senza provare disgusto per l’immagine che vedo riflessa. L’esecutivo è nato dai negoziati con i partiti, che in qualsiasi momento possono decidere che non è nel loro interesse averci al governo. Perché quanto più successo avremo noi tecnici, tanto meno risulteranno credibili i partiti. Leggi

Romanzo di formazione tra ciliegie e funerali

È estate, ho quasi nove anni e sto cominciando la seconda elementare. Ci siamo trasferiti a Craiova due anni fa. Sono determinato a farmi degli amici nel palazzo, perché mia madre non mi lascia più andare nel quartiere degli zingari, oltre la ferrovia. Ho il sedere pieno di lividi per le botte rimediate da mamma e, anche se sono già passati diversi giorni, non riesco ancora a stare seduto. Leggi

Lo zingaro che fa fare bella figura

Tre anni fa sono stato invitato a un incontro nella sede di una banca, dove ho avuto l’opportunità di parlare subito dopo Andrei Pleşu, uno dei più importanti intellettuali romeni. Qui sotto trascrivo il mio discorso di allora, che rappresenta molto bene come mi sento in questi giorni. Ho usato il termine “zingaro” per sottolineare il tono provocatorio delle mie parole. Di solito, infatti, userei la parola “rom”. Leggi

Il mio folle anno da militare prima della caduta di Ceaușescu

Sono una lepre. Tradotto in gergo militare significa che devo correre come un pazzo da un soldato all’altro per consegnargli ogni sorta di informazioni. Non sia mai che i “nemici” decidano di invaderci. Leggi

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