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In Algeria un giornalista è morto dopo sei mesi di sciopero della fame.
In Algeria un giornalista è morto dopo sei mesi di sciopero della fame. Mohamed Tamalt, reporter britannico algerino, aveva cominciato la sua protesta a giugno, dopo essere stato arrestato per aver pubblicato articoli critici nei confronti del presidente algerino Abdelaziz Bouteflika. Tamalt, blogger e giornalista freelance di 42 anni, è deceduto in seguito a un’infezione polmonare. L’organizzazione Reporter senza frontiere ha chiesto l’apertura di un’inchiesta sulla sua morte.
L’Algeria censura un documentario sulle presidenziali del 2014.
L’Algeria censura un documentario sulle presidenziali del 2014. Vote off doveva essere presentato al festival Rencontres de Béjaïa l’8 settembre, ma la proiezione è stata cancellata. Il documentario parla dell’astensionismo dei giovani algerini delusi dalla politica e dello sconforto per la rielezione di Abdelaziz Bouteflika.
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L’Algeria blocca i social network durante la ripetizione dell’esame di maturità.
L’Algeria blocca i social network durante la ripetizione dell’esame di maturità. Dal 18 giugno fino almeno al 23 giugno, le autorità di Algeri impediscono l’accesso a siti come Facebook e Twitter perché più di mezzo milione di studenti deve ripetere l’esame di maturità. La misura è stata adottata per evitare che i quesiti escano prima sui social network, com’è successo all’inizio del mese.
Trentatre morti in un incidente tra un pullman e un autobus in Algeria.
Trentatre morti in un incidente tra un pullman e un autobus in Algeria. Lo scontro, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato nei pressi di Aflou, cittadina quattrocento chilometri a sud di Algeri, ha causato 33 morti e 22 feriti. La maggior parte delle vittime erano passeggeri dell’autobus che collega Orano a Ouargia (che si trova nel Sahara), rimasti intrappolati nel veicolo e morti carbonizzati.
Senza diritti in Algeria

Da qualche anno l’Algeria è diventata una tappa fondamentale per molti migranti subsahariani diretti in Europa. Ma il paese è poco abituato alla dimensione multietnica, e il razzismo è forte. Così i migranti irregolari non hanno diritti e diventano invisibili. Leggi

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Sei jihadisti uccisi in Algeria.
Sei jihadisti uccisi in Algeria. Il ministero della difesa algerino ha pubblicato sul suo sito internet il rapporto di un’operazione in cui l’esercito ha ucciso sei islamisti armati nella provincia di El Oued, seicento chilometri a sud est di Algeri, non lontano dal confine con la Tunisia. Il ministero non mette in relazione l’operazione di oggi con l’attacco al sito di Khrechba, a più di mille chilometri da El Oued, avvenuto il 18 marzo e rivendicato da Al Qaeda nel Maghreb islamico, durante il quale erano stati uccisi quattro islamisti.
Ombre sul campo
Arrestato in Algeria un uomo sospettato di legami con gli attentatori di Parigi.
Arrestato in Algeria un uomo sospettato di legami con gli attentatori di Parigi. Un algerino residente a Bruxelles è stato fermato dalle autorità locali nella provincia di Béjaïa. Avrebbe dei legami con Abdelhamid Abaaoud, il presunto organizzatore degli attentati nella capitale francese che è rimasto ucciso durante il raid della polizia a Saint-Denis il 18 novembre.
L’Algeria modifica la costituzione e si prepara a cambiare presidente dopo 17 anni.
L’Algeria modifica la costituzione e si prepara a cambiare presidente dopo 17 anni. La riforma – approvata dal parlamento con 499 sì su 517 – reintroduce il limite di due mandati consecutivi per la massima carica dello stato. Abdelaziz Bouteflika, 78 anni, malato e tuttavia eletto presidente per la quarta volta nel 2014, aveva promesso questa revisione durante le rivoluzioni del 2011.
I migranti invisibili d’Algeria

Hanno messo dei tappeti sul pavimento e delle grandi tende dorate che dividono in due l’ambiente, isolando la zona notte. Un dondolo di plastica per bambini è incastrato accanto a un tavolinetto da cucina. Tutto per far dimenticare che ci si trova in un garage. John invita a non parlare troppo forte. C’è solo una tapparella di legno a separare il locale dalla strada. Leggi

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L’enigma algerino

L’austerità si è aggiunta ai misteri della politica algerina. Alle prese con il crollo del prezzo del petrolio, da cui ricava una parte essenziale dei suoi introiti, l’Algeria aumenta i prezzi al consumo dopo aver drasticamente ridotto i suoi piani d’investimento. Leggi

L’heavy metal va in scena in Algeria sfidando la tradizione

Il 7 e l’8 novembre si è svolto in Algeria il Fest 213, un festival dedicato alla musica rock e heavy metal. L’evento ha riunito una generazione di giovani metallari provenienti da tutto il paese. Il video dell’Afp. Leggi

Il successo di Donald Trump e altre notizie importanti dal mondo

Non ci sono solo la questione dei rifugiati in Europa e la ricerca disperata di una soluzione politica al conflitto siriano. Certo, si tratta di problemi enormi e cruciali, però il mondo non ha smesso di girare e almeno due fatti ci aiutano a tenerlo presente. Leggi

Scontri tra comunità nel sud dell’Algeria, 22 morti in due giorni

Negli ultimi due giorni sono morte ventidue persone negli scontri tra la comunità berbera e quella araba nel sud dell’Algeria. Decine di altre persone sono rimaste ferite. Si tratta del bilancio più grave registrato nella regione attorno a Ghardaïa, città della valle dello Mzab, circa 600 chilometri a sud di Algeri, dove dal 2013 le due comunità si contendono la terra, il lavoro e le abitazioni. Le forze di sicurezza hanno mandato rinforzi.

Negli scontri sono stati danneggiati e incendiati edifici pubblici, locali commerciali, veicoli e palmeti.

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All’algerino Kamel Daoud il premio Goncourt per un’opera prima

Il giornalista algerino Kamel Daoud, firma del Quotidien d’Oran, ha ottenuto il premio Goncourt du premier roman – assegnato in margine al premio Goncourt – per la sua opera prima, Meursault, contre enquête.

Riflessione sull’identità algerina contemporanea, il libro di Daoud è una riscrittura del romanzo di Albert Camus Lo straniero dal punto di vista del fratello della vittima, ed era tra i finalisti del premio Goncourt.

Daoud, 44 anni, nel dicembre scorso era stato oggetto di una fatwa da parte di un religioso salafita in seguito alle sue parole riguardo alla relazione dei musulmani con la religione. In un suo intervento alla trasmissione On n’est pas couché su France2, Daoud aveva detto: “Non possiamo criticare il mondo perché ci respinge mentre noi stessi respingiamo il mondo”.

Un blogger algerino accusato di sostegno al terrorismo condannato a sei mesi di prigione

Un tribunale algerino ha condannato a sei mesi di prigione un blogger arrestato per “oltraggio all’esercito”. Il procuratore aveva chiesto dieci anni. Abdelghani Aloui, 25 anni, ha già scontato sette mesi in carcere come misura preventiva.

In un precedente processo Aloui era stato rilasciato dall’accusa di “apologia di atti terroristici contro i simboli della repubblica”. La difesa ha chiesto il rilascio immediato sostenendo il diritto del blogger a esprimersi nel pieno delle libertà consacrate dalla costituzione.

Aloui era stato arrestato per aver creato nel 2012 una pagina Facebook dal titolo “L’armata algerina elettronica libera” con lo pseudonimo “Admin1”. Secondo l’accusa aveva pubblicato delle foto e degli slogan in favore del terrorismo e dei video sul califfato islamico e su Osama bin Laden. Afp

Nuove proteste contro l’estrazione di gas di scisto in Algeria

In Algeria sono state organizzate nuove proteste contro il gas di scisto, all’indomani degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine che hanno causato decine di feriti a In Salah, circa duecento chilometri a sud della capitale. Nel sud dell’Algeria da due mesi si susseguono proteste quasi quotidiane contro il progetto del governo di continuare le trivellazioni esplorative per estrarre il gas di scisto nel Sahara.

Centinaia di persone hanno occupato di nuovo piazza Somoud (resistenza) a In Salah, sgomberata ieri dalla polizia. I manifestanti chiedono una moratoria del presidente Abdelaziz Bouteflika sullo sfruttamento del gas di scisto. La protesta è sostenuta da alcuni deputati dell’opposizione all’interno dell’assemblea nazionale. Afp

Il governo algerino impedisce una protesta contro l’estrazione del gas di scisto 

Centinaia di agenti hanno pattugliato le strade di Algeri per impedire una manifestazione contro il progetto di estrarre gas di scisto nel sud del paese. Nel centro della città il governo ha organizzato un evento di danza folcloristica. Alcune decine di persone sono comunque riuscite a esprimere il loro dissenso prima di essere arrestate.

La manifestazione era stata organizzata in occasione del 44˚ anniversario della nazionalizzazione dell’industria petrolifera. Una coalizione di gruppi dell’opposizione voleva cogliere l’occasione per protestare contro l’impatto ambientale dello sfruttamento delle riserve di gas di scisto. Nelle ultime sei settimane la questione ha sollevato diverse proteste, ma nella capitale le manifestazioni sono illegali. Ap

Nove detenuti algerini in sciopero della fame 

Si sono aggravate le condizioni di salute di nove militanti algerini per i diritti umani in sciopero della fame dall’11 febbraio. Sono stati arrestati il 28 gennaio a Laghouat mentre protestavano contro la detenzione di un loro compagno del movimento d’opposizione Barakat. El Watan

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