La fragile tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran ha mostrato ulteriori segni di cedimento il 10 aprile, alla vigilia di nuovi negoziati in Pakistan, con Washington che ha accusato Teheran di non aver riaperto lo stretto di Hormuz Leggi
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti “non hanno neanche cominciato a distruggere quel che resta dell’Iran”, annunciando nuovi attacchi contro le infrastrutture del paese Leggi
Le speranze di una rapida conclusione della guerra in Medio Oriente sono svanite il 2 aprile dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato un’intensificazione degli attacchi contro l’Iran Leggi
Il 1 aprile, in un’intervista al quotidiano britannico The Daily Telegraph, il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero uscire dalla Nato, che ha definito una “tigre di carta” Leggi
Gli Stati Uniti e Israele hanno condotto massicci bombardamenti sull’Iran, dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva ripetuto le sue minacce contro Teheran nel caso in cui i colloqui non producano risultati “in tempi rapidi” Leggi
Il 26 marzo Donald Trump ha esortato l’Iran a “mostrarsi ragionevole prima che sia troppo tardi”, e poco dopo Teheran ha riferito di aver risposto al piano statunitense in quindici punti per mettere fine alla guerra Leggi
Il 25 marzo due alti funzionari pachistani hanno confermato all’Afp che un piano statunitense in quindici punti per mettere fine alla guerra è stato trasmesso all’Iran, con la mediazione del Pakistan Leggi
Il 23 marzo il presidente statunitense Donald Trump ha revocato a sorpresa un ultimatum lanciato tre giorni prima, riferendo di “discussioni molto positive in vista di una cessazione delle ostilità con l’Iran”, che ha però subito smentito Leggi
Il 19 marzo la premier giapponese Sanae Takaichi ha avuto un incontro cordiale con Donald Trump alla Casa Bianca, nonostante la stupefacente allusione del presidente statunitense all’attacco giapponese a Pearl Harbor Leggi
Il 20 marzo Israele ha condotto nuovi bombardamenti sull’Iran, che secondo il primo ministro Benjamin Netanyahu sta per essere “decimato”, mentre gli attacchi iraniani con missili e droni continuano a colpire gli stati del Golfo Leggi
Il presidente statunitense Donald Trump ha minacciato di colpire i giacimenti di gas iraniani se Teheran non cesserà i suoi attacchi contro il Qatar, che il 19 marzo hanno fatto risalire i prezzi del petrolio. Leggi
Il 18 marzo l’Iran celebra il funerale del suo potente capo della sicurezza Ali Larijani, ucciso in un attacco che il capo dell’esercito iraniano ha giurato di vendicare Leggi
Il 17 marzo Israele ha annunciato di aver condotto massicci bombardamenti su Teheran e sulla periferia meridionale di Beirut nel diciottesimo giorno di una guerra che rischia di estendersi anche all’Iraq Leggi
Il 16 marzo il Regno Unito e la Germania hanno respinto l’eventualità di una missione della Nato per riaprire lo stretto di Hormuz, in risposta alle pressioni del presidente statunitense Donald Trump Leggi
Il 12 marzo gli Stati Uniti hanno autorizzato temporaneamente, per trenta giorni, l’acquisto di petrolio russo stoccato in mare, alleggerendo di fatto le sanzioni per stabilizzare i mercati energetici globali, scossi dalla guerra in Iran Leggi
Il 12 marzo la tv di stato iraniana ha trasmesso un messaggio della nuova guida suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei, che non è ancora apparso in pubblico, in cui promette “vendetta” contro gli Stati Uniti e Israele Leggi
Il 12 marzo l’Iran ha lanciato una nuova ondata di attacchi contro le infrastrutture petrolifere dei paesi del Golfo, causando un aumento dei prezzi del petrolio nonostante lo sblocco delle riserve strategiche Leggi
L’11 marzo gli stati membri dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) hanno deciso di sbloccare le loro riserve strategiche di petrolio per contrastare l’aumento dei prezzi causato dalla guerra in Medio Oriente Leggi
L’11 marzo almeno tre navi sono state colpite vicino allo stretto di Hormuz, che ha un ruolo strategico cruciale nel conflitto in corso in Medio Oriente, producendo conseguenze significative per l’economia mondiale Leggi
Il 9 marzo il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che “la guerra in Iran finirà presto”, mentre Teheran ha reagito affermando di essere pronto a combattere contro gli Stati Uniti e Israele “per tutto il tempo necessario” Leggi
Inserisci email e password per entrare nella tua area riservata.
Non hai un account su Internazionale?
Registrati