Christian Tein, leader della Cellula di coordinamento delle azioni sul terreno (Ccat), a Bourail, in Nuova Caledonia, il 14 giugno 2024. (Delphine Mayeur, Afp)

Nella notte tra il 23 e il 24 giugno sono riprese le violenze in Nuova Caledonia, arcipelago francese nell’oceano Pacifico, dopo che alcuni indipendentisti sono stati incriminati e trasferiti in Francia. Il movimento indipendentista ha chiesto il loro immediato rilascio e ritorno nella capitale Numea.

“Si sono verificati disordini su tutta l’isola di Grande Terre, la più grande dell’arcipelago, e sulle quelle di Maré e dei Pini”, ha affermato in un comunicato l’alto commissariato, che rappresenta il governo francese.

A Dumbéa, a nord di Numea, gli indipendentisti hanno incendiato i locali della polizia municipale e un garage, ha aggiunto.

Un uomo di 23 anni è morto in circostanze poco chiare ed è stato confermato il decesso di un automobilista coinvolto in un incidente mentre faceva inversione per evitare un blocco stradale degli indipendentisti.

Il 22 giugno le autorità avevano trasferito in Francia alcuni indipendentisti, tra cui Christian Tein, leader della Cellula di coordinamento delle azioni sul terreno (Ccat).

“Il trasferimento degli indipendentisti in Francia, a più di diciassettemila chilometri dalle loro case, costituisce una grave violazione del loro diritto a una vita privata e familiare”, ha affermato l’ong francese Ligue des droits de l’homme (Ldh).

Parigi accusa la Ccat di essere responsabile delle violenze scoppiate il 13 maggio contro un progetto di riforma costituzionale contestato dal movimento indipendentista.

Le violenze, le più gravi nell’arcipelago dagli anni ottanta, hanno causato nove vittime e ingenti danni materiali. Dal 13 maggio sono state arrestate 1.493 persone, 38 delle quali nelle ultime ventiquattr’ore.

Maggioranza qualificata

Il progetto di riforma costituzionale è stato approvato dall’assemblea nazionale francese nella notte tra il 14 e il 15 maggio. Prima di entrare in vigore dovrà essere approvato a maggioranza qualificata del 60 per cento del congresso, che riunisce deputati e senatori in seduta comune.

La riforma estende l’elettorato per le elezioni provinciali nell’arcipelago a tutte le persone nate in Nuova Caledonia e ai residenti da almeno dieci anni.

Gli indipendentisti sostiengono però che il provvedimento toglierà potere politico ai canachi, gli abitanti autoctoni dell’arcipelago.

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