L’esercito israeliano ha lanciato dagli aerei migliaia di volantini su Gaza city il 10 luglio, invitando tutti i residenti a fuggire da una pesante offensiva che ha colpito il centro urbano del territorio palestinese assediato.

I volantini, indirizzati a “tutti gli abitanti di Gaza”, indicavano le vie di fuga designate verso sud e avvertivano che l’area urbana, che in passato ospitava più di mezzo milione di persone, sarebbe diventata “una pericolosa zona di combattimento”.

L’avvertimento è arrivato dopo tre ordini di evacuazione parziale e mentre le truppe israeliane, sostenute da carri armati e aerei, hanno cominciato dei pesanti combattimenti con i miliziani di Hamas e della Jihad islamica.

L’esercito ha dichiarato di aver ucciso dei miliziani di Hamas e di aver trovato delle armi all’interno della sede dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), evacuata da tempo a Gaza.

In altre zone della Striscia in quattro giorni vari attacchi hanno colpito quattro scuole, usate come rifugio dagli sfollati, scatenando l’indignazione internazionale a causa delle numerose vittime civili.

La recrudescenza dei combattimenti e degli ordini di evacuazione è avvenuta mentre in Qatar avrebbero dovuto riprendere i colloqui per una tregua e un accordo per il rilascio degli ostaggi per porre fine alla guerra, giunta ormai al decimo mese.

Una delegazione israeliana guidata dal capo del Mossad David Barnea è arrivata a Doha per i colloqui, ha dichiarato una fonte a conoscenza dei negoziati, parlando in condizione di anonimato a causa della loro delicatezza.

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Anche il direttore della Cia, William Burns, era atteso nella capitale del Qatar, dopo aver avuto colloqui al Cairo il 9 luglio.

Gli ultimi combattimenti a Gaza hanno provocato 350mila sfollati tra i civili, ha dichiarato il capo dell’Unrwa Philippe Lazzarini, che ha parlato prima dell’ultimo lancio di volantini e ha affermato che “non c’è assolutamente nessun luogo sicuro a Gaza”.

Nimr al Jamal, una donna che trasportava i suoi pochi averi tra le rovine bombardate, ha dichiarato martedì all’Afp che “questa è la dodicesima volta” che la sua famiglia è costretta a fuggire. “Quante volte possiamo sopportare questo? Mille volte? Dove andremo a finire?”.

Hamas ha accusato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di aver intensificato i combattimenti per fare naufragare i negoziati sul cessate il fuoco.