Il 4 aprile la corte costituzionale della Corea del Sud ha confermato all’unanimità l’impeachment del presidente Yoon Suk-yeol, destituendolo definitivamente dal potere per aver proclamato la legge marziale lo scorso dicembre.
In una sentenza di condanna letta dal suo presidente, Moon Hyung-bae, la corte ha stabilito che le azioni di Yoon avevano “violato i princìpi fondamentali dello stato di diritto e della democrazia”.
|
Iscriviti a In Asia |
Cosa succede in Asia e nel Pacifico. A cura di Junko Terao. Ogni sabato.
|
| Iscriviti |
|
Iscriviti a In Asia
|
|
Cosa succede in Asia e nel Pacifico. A cura di Junko Terao. Ogni sabato.
|
| Iscriviti |
Yoon Suk-yeol, conservatore, 64 anni, alle prime armi in politica, è salito al potere nel 2022 vincendo le elezioni presidenziali e beneficiando della sua reputazione di ex procuratore.
Schiettamente antifemminista, con una linea dura nei confronti della Corea del Nord, ha stretto legami più forti con il Giappone, nonostante il forte risentimento nazionale nei confronti dell’ex colonizzatore, e non ha mai avuto una maggioranza nell’assemblea nazionale, che ha bocciato tutti i suoi piani.
Messo all’angolo e in difficoltà nei sondaggi, il 3 dicembre ha dichiarato a sorpresa la legge marziale, denunciando una “dittatura parlamentare” dell’opposizione che gli impediva di governare.
Il leader conservatore ha giustificato le sue azioni dicendo di voler proteggere la Corea del Sud dalle “forze comuniste nordcoreane” e di volere “estirpare gli elementi ostili dallo stato”.
Nato a Seoul il 18 dicembre 1960, Yoon Suk-yeol ha completato la carriera di procuratore prima di entrare in politica in tarda età.
Aveva svolto un ruolo chiave nell’indagine sull’abuso di potere e sulla corruzione che nel 2017 aveva portato all’impeachment e alla successiva incarcerazione dell’ex presidente Park Geun-hye.
Nello stesso anno è stato nominato procuratore di Seoul. Sotto la sua guida, la procura incriminò un centinaio di personalità per appropriazione indebita. Tra loro un ex presidente, un ex ministro e diversi ex capi dei servizi segreti.
Nel 2019 è diventato procuratore generale. Due anni dopo, sfruttando la sua grande popolarità, si è dimesso e ha annunciato la sua candidatura alla presidenza unendosi al People’s power party (Ppp, di destra).
Ha promesso di abolire il ministero per l’uguaglianza di genere, che dal 2001 è stato in prima linea per i diritti delle donne nel paese. Yoon è poi riuscito a rafforzare l’alleanza con gli Stati Uniti di fronte alle minacce di Pyongyang.
La sua reputazione di presidente è stata tuttavia presto macchiata da una serie di scandali. A cominciare dai disordini di Halloween a Seoul nell’ottobre 2022, che causarono la morte di più di 150 persone. La tragedia fu imputata a una serie di negligenze da parte delle autorità.
Inoltre è stato accusato di aver abusato del suo diritto di veto, in particolare per bloccare un’inchiesta parlamentare su un caso di manipolazione dei prezzi che coinvolgeva sua moglie Kim Keon-hee.
La reputazione della moglie del presidente ha subìto un altro colpo nel 2023, quando è stata filmata mentre accettava in regalo, a sua insaputa, una borsa firmata del valore di 2.200 dollari.
Yoon ha perso rapidamente il sostegno popolare e nell’aprile del 2024 ha subìto una pesante sconfitta alle elezioni parlamentari.
Il 4 aprile Yoon Suk-yeol è diventato il secondo presidente nella storia della Corea del Sud a essere sottoposto a impeachment, dopo Park Geun-hye, la stessa presidente di cui aveva provocato la destituzione come procuratore.