Il 9 gennaio gli incendi nello stato di Victoria, nel sudest dell’Australia, hanno distrutto alcuni edifici e migliaia di ettari di foresta, hanno annunciato i vigili del fuoco, precisando che i venti caldi hanno reso le condizioni “catastrofiche”.

Decine di località sono state evacuate e tre persone, tra cui un bambino, risultano disperse.

In questi giorni un’intensa ondata di caldo con temperature oltre i 40 gradi ha colpito gran parte dell’Australia, creando condizioni favorevoli agli incendi, com’era già accaduto durante la cosiddetta “estate nera” tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020.

“Ieri le condizioni erano già estreme, ma oggi sono catastrofiche”, ha avvertito Jason Heffernan, il capo dei pompieri dello stato di Victoria.

Raffiche di vento oltre i cento chilometri all’ora hanno impedito il decollo degli aerei antincendio fondamentali per contenere i circa trenta roghi, ha dichiarato Tim Wiebusch, responsabile della gestione delle emergenze nello stato.

Uno degli incendi più gravi ha già distrutto circa 28mila ettari di vegetazione 150 chilometri a nord di Melbourne. Secondo i pompieri le fiamme avrebbero distrutto almeno venti case nella località di Ruffy.

“Alcuni abitanti hanno già perso i loro mezzi di sussistenza e il loro bestiame. È terribile”, ha dichiarato George Noye, responsabile dei vigili del fuoco locali.

“La popolazione dello stato di Victoria deve prepararsi a subire ulteriori perdite materiali, o anche peggio”, ha affermato Heffernan.

1,51 gradi in più

Milioni di persone sono attualmente colpite dall’ondata di caldo nei due stati più popolosi dell’Australia, Victoria e New South Wales.

Nello stato di Victoria più di 30mila famiglie sono rimaste senza elettricità in uno dei giorni più caldi degli ultimi anni.

Secondo gli scienziati, dal 1910 l’Australia si è riscaldata in media di 1,51 gradi, e questo ha causato un aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi, sia sulla terraferma sia in mare.