L’11 gennaio il presidente statunitense Donald Trump ha inasprito i toni nei confronti di Cuba, esortando il paese caraibico a “fare un accordo prima che sia troppo tardi”, parole che hanno suscitato le ire del suo collega all’Avana.

“A Cuba non arriveranno più petrolio e soldi. Zero!”, ha affermato Trump sul suo social network Truth Social, riferendosi agli ultimi sviluppi in Venezuela, storico alleato di Cuba.

“Cuba è una nazione libera e indipendente, e nessuno può dirci cosa dobbiamo fare”, ha dichiarato sul social network X il presidente cubano Miguel Díaz-Canel.

“Siamo sottoposti a un’aggressione statunitense da 66 anni e difenderemo la patria fino all’ultima goccia di sangue”, ha aggiunto.

Dal 1962 Cuba è soggetta a un embargo imposto dagli Stati Uniti in piena guerra fredda e rafforzato nel corso degli anni.

Le affermazioni di Trump sono arrivate otto giorni dopo la cattura da parte delle forze armate statunitensi del presidente venezuelano Nicolás Maduro in un’operazione che è costata la vita a decine di membri delle forze di sicurezza venezuelane ma anche cubane.

“Cuba è stata sostenuta per anni da grandi quantità di petrolio e denaro provenienti dal Venezuela. In cambio, ha fornito servizi di sicurezza agli ultimi due dittatori venezuelani. Ma ora è tutto finito!”, ha dichiarato Trump su Truth Social.

Nei primi anni duemila L’Avana aveva firmato un accordo di cooperazione con il Venezuela di Hugo Chávez (1999-2013), il predecessore di Maduro, che prevedeva la fornitura di petrolio in cambio dell’invio di medici e insegnanti.

Trump ha anche condiviso il messaggio di un utente secondo cui il segretario di stato Marco Rubio, di origini cubane, potrebbe diventare presidente dell’isola caraibica, aggiungendo il commento: “Mi sembra una buona idea!”.

Trump, che un tempo criticava aspramente l’interventismo degli Stati Uniti, ora sostiene di applicare la “dottrina Donroe”, un gioco di parole con il suo nome e quello del presidente James Monroe, che nell’ottocento rivendicava la supremazia degli Stati Uniti nel continente americano.

“Gli Stati Uniti sono ormai uno stato criminale fuori controllo, che minaccia la pace e la sicurezza non solo nel continente americano, ma in tutto il mondo”, ha commentato il ministro degli esteri cubano Bruno Rodríguez.