Secondo un rapporto pubblicato il 22 gennaio dal centro studi Ember, nel 2025 le centrali eoliche e solari hanno prodotto per la prima volta più elettricità dei combustibili fossili nell’Unione europea (Ue).
“L’eolico e il solare hanno generato il 30 per cento dell’elettricità dell’Ue, contro il 29 per cento dei combustibili fossili”, si legge nel rapporto annuale European electricity review, che analizza i dati sulla produzione e la domanda di elettricità nei 27 paesi membri.
“Questi dati dimostrano la rapidità con la quale l’Ue sta effettuando la transizione verso un sistema energetico basato sull’eolico e sul solare”, ha affermato Beatrice Petrovich, autrice del rapporto.
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A distinguersi è stata soprattutto l’energia solare, la cui produzione è aumentata di più del 20 per cento per il quarto anno consecutivo, secondo Ember. Nel 2025 rappresentava il 13 per cento dell’elettricità prodotta nell’Ue, un dato record.
L’energia eolica ha invece rappresentato il 16,9 per cento dell’elettricità prodotta, una quota in leggero calo rispetto al 2024 a causa della scarsità di vento all’inizio dell’anno.
La produzione di elettricità da carbone ha invece toccato un nuovo minimo, con appena il 9,2 per cento, afferma il rapporto.
In 19 paesi la quota del carbone nella produzione di elettricità è ormai inferiore al 5 per cento.
L’Ue rimane invece fortemente dipendente dal gas (16,7 per cento).
“L’aumento della produzione di elettricità da gas, insieme al calo del settore idroelettrico, dovuto alle minori precipitazioni, ha fatto aumentare del 16 per cento la fattura delle importazioni di gas dell’Ue, causando un aumento dei prezzi sui mercati dell’elettricità”, si legge nel rapporto.
Secondo Ember, la situazione è molto delicata per l’Ue a causa del “rischio di ricatto energetico da parte degli esportatori di combustibili fossili”, un chiaro riferimento alla dipendenza dal gas russo e alle politiche aggressive di Washington in materia di petrolio e gas.
“Investire nelle energie rinnovabili prodotte localmente è quindi una strategia essenziale per mitigare questo rischio, in un contesto geopolitico sempre più instabile”, afferma il rapporto.