Il 22 gennaio il vicepresidente statunitense JD Vance ha confermato che un bambino di cinque anni è in detenzione dopo un’operazione degli agenti dello United States immigration and customs enforcement (Ice) a Minneapolis.
Da settimane l’Ice sta conducendo una campagna su vasta scala nello stato del Minnesota, durante la quale è stata anche uccisa una manifestante di 37 anni, Renee Good, un episodio che ha suscitato forti polemiche nel paese.
Accusato dall’opposizione di aver gettato benzina sul fuoco difendendo l’agente che aveva aperto il fuoco, il 22 gennaio Vance ha raggiunto Minneapolis per incontrare gli agenti dell’Ice e “calmare gli animi”, come ha affermato durante una conferenza stampa.
“Sì, potete manifestare, ma pacificamente”, ha dichiarato rivolgendosi direttamente agli abitanti.
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Il 21 e il 22 gennaio i mezzi d’informazione statunitensi hanno pubblicato la foto di un bambino di cinque anni trasferito dall’Ice in un centro di detenzione in Texas.
La foto, in cui il bambino ha un’espressione spaventata, ha suscitato scalpore negli Stati Uniti, soprattutto sui social network.
Vance ha confermato che il bambino è stato preso in custodia dall’Ice dopo che il padre, definito un immigrato irregolare, era fuggito per evitare l’arresto.
“La mia prima reazione è stata: ‘È terribile. Come abbiamo potuto arrestare un bambino di cinque anni?’”, ha dichiarato Vance, aggiungendo di aver poi cambiato idea: “Cosa avremmo dovuto fare? Lasciare che morisse di freddo?”.
Il vicepresidente ha attribuito la responsabilità delle violenze durante i raid dell’Ice alla mancanza di collaborazione da parte della polizia del Minnesota, uno degli stati amministrati dai democratici coinvolti nell’offensiva antimmigrazione del presidente Donald Trump.
Vance è poi tornato sulla morte di Renee Good: “È in corso un’inchiesta. Se qualcuno ha sbagliato, dovrà affrontare delle sanzioni disciplinari”.
L’8 gennaio, il giorno dopo l’omicidio, aveva assicurato che l’agente dell’Ice accusato di aver sparato alla donna “gode di un’immunità assoluta”.
Lo stato del Minnesota ha presentato un ricorso alla giustizia federale per chiedere la sospensione dell’operazione dell’Ice. La prossima udienza è prevista il 26 gennaio.