In controtendenza rispetto a molti stati europei, il 27 gennaio il governo di sinistra spagnolo ha annunciato un piano per regolarizzare fino a 500mila immigrati, una misura che servirebbe anche a sostenere la crescita economica nel paese.

“Oggi è un giorno storico per il nostro paese. Stiamo rafforzando un modello migratorio basato sui diritti umani e sull’integrazione, compatibile con la crescita economica e la coesione sociale”, ha dichiarato Elma Saiz, ministra dell’inclusione, della sicurezza sociale e delle migrazioni.

Il piano, adottato durante il consiglio dei ministri, riguarderà “circa mezzo milione di persone” che si trovano già in Spagna e che “potranno lavorare in qualsiasi settore”, ha precisato.

Saranno regolarizzati gli immigrati arrivati in Spagna prima del 31 dicembre 2025 e presenti da almeno cinque mesi sul territorio spagnolo. “Le domande dovranno essere presentate dal 1 aprile al 30 giugno”, ha aggiunto Saiz.

Per facilitare l’attuazione del piano, il governo guidato da Pedro Sánchez ha fatto ricorso a un “decreto reale”, che permette di evitare una votazione in parlamento, dove non dispone della maggioranza.

“Questo governo difende con fermezza un modello migratorio legale, sicuro e ordinato, ma anche aperto e umano, di fronte ai fautori della chiusura delle frontiere”, aveva affermato il premier all’inizio di gennaio, sottolineando che l’immigrazione rappresentava “circa l’80 per cento della crescita economica della Spagna negli ultimi sei anni”.

La Spagna è una delle principali porte d’ingresso dei migranti nell’Unione europea, insieme all’Italia e alla Grecia. Secondo il ministero dell’interno, nel 2025 sono arrivati nel paese circa 37mila migranti irregolari, un dato in forte calo rispetto al 2024.

In base agli ultimi dati pubblicati dall’Istituto nazionale di statistica, in Spagna vivono più di sette milioni di stranieri su una popolazione totale di 49,4 milioni di persone.

L’annuncio del piano di regolarizzazione – arrivato dopo un incontro tra il governo e il partito Podemos (sinistra radicale), un ex alleato diventato molto critico negli ultimi mesi – ha suscitato le ire dell’opposizione di destra e di estrema destra.

“Il governo socialista premia l’illegalità. La politica migratoria di Sánchez è insensata quanto quella ferroviaria”, ha dichiarato sul social network X Alberto Núñez Feijóo, leader del Partito popolare (Pp, destra), la principale forza d’opposizione, riferendosi al recente incidente ferroviario che ha causato 45 morti in Andalusia.

Il leader del partito di estrema destra Vox, Santiago Abascal, ha invece reagito definendo Sánchez “un tiranno che odia il popolo spagnolo e vuole sostituirlo, accelerando l’invasione tramite decreto”.