Il 9 febbraio il presidente statunitense Donald Trump ha minacciato di bloccare l’apertura di un ponte in costruzione tra il Canada e gli Stati Uniti, affermando che gli Stati Uniti dovrebbero essere proprietari di “almeno il 50 per cento” di questa infrastruttura.
“Non autorizzerò l’apertura del ponte fino a quando gli Stati Uniti non riceveranno un risarcimento per tutto ciò che abbiamo dato al Canada e fino a quando il Canada non comincerà a trattare gli Stati Uniti in modo equo e giusto come meritiamo”, ha affermato sul suo social network Truth Social.
“Considerando tutto ciò che gli abbiamo dato, dovremmo essere proprietari di almeno il 50 per cento del ponte”, ha dichiarato.
“Avvieremo dei negoziati IMMEDIATAMENTE”, ha aggiunto.
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Il ponte sul fiume Detroit, ancora in fase di costruzione, collegherà la città canadese di Windsor, nella provincia dell’Ontario, a quella statunitense di Detroit, nello stato del Michigan.
I lavori, che hanno un costo totale di 6,4 miliardi di dollari canadesi (circa quattro miliardi di euro), erano cominciati nel 2018, mentre l’apertura è prevista nel corso del 2026.
In base a un documento pubblicato dalla Windsor-Detroit Bridge Authority, l’ente responsabile del progetto, il finanziamento del ponte spetta interamente al Canada, mentre ci sarà una proprietà congiunta tra il Canada e lo stato del Michigan. L’infrastruttura porterà il nome della leggenda canadese dell’hockey su ghiaccio Gordie Howe.
Trump ha anche criticato su Truth Social il recente riavvicinamento di Ottawa alla Cina, affermando che Pechino “si mangerà il Canada a colazione”.
Ha poi attaccato l’ex presidente democratico Barack Obama, che aveva autorizzato il progetto del ponte.
Dal suo ritorno alla Casa Bianca, il presidente repubblicano ha moltiplicato le misure commerciali ed economiche contro il Canada, come anche gli attacchi verbali, arrivando ad affermare più volte che dovrebbe diventare il “cinquantunesimo stato americano”.
Di recente aveva minacciato d’imporre al Canada dazi doganali del 100 per cento in caso di accordo commerciale con la Cina, e dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero revocare la certificazione degli aerei prodotti in Canada, in particolare dei jet Bombardier.
A metà gennaio il primo ministro canadese Mark Carney aveva annunciato accordi con la Cina sui dazi doganali reciproci e sull’importazione di auto elettriche, durante una visita a Pechino che aveva segnato l’avvio di un partenariato dopo anni di tensioni.