Il 18 febbraio le autorità gabonesi hanno bloccato vari social network, tra cui Facebook e TikTok, accusati di “generare conflitti sociali” e “destabilizzare le istituzioni”.

Il blocco arriva in un momento in cui Brice Oligui Nguema, arrivato al potere con un colpo di stato nel 2023 ed eletto presidente nel 2025, deve fronteggiare un grande sciopero degli insegnanti, cominciato più di un mese fa.

I giornalisti dell’Afp hanno confermato che la mattina del 18 febbraio Facebook e TikTok, i social network più diffusi nel paese, non erano più accessibili.

La sera del 17 febbraio l’Alta autorità per le comunicazioni (Hac) aveva accusato i social network di diffondere contenuti “che ledono la dignità umana, il buon costume, l’onore dei cittadini, la coesione sociale, la stabilità delle istituzioni e la sicurezza nazionale”.

La Hac aveva anche espresso preoccupazione per “la diffusione di notizie false, i frequenti casi di cyberbullismo e la divulgazione non autorizzata di dati personali”, denunciando “la mancanza di collaborazione delle piattaforme”.

L’ex primo ministro e attuale leader dell’opposizione, Alain Claude Bilie By Nze, ha contestato il blocco. “Questa decisione instaura un clima di paura e repressione, incompatibile con lo stato di diritto”, ha dichiarato in un comunicato.

“Chiediamo alle forze democratiche, alle organizzazioni della società civile, agli imprenditori e a tutti i gabonesi che hanno a cuore la libertà di mobilitarsi per fermare questa deriva”, ha aggiunto.

A gennaio, oltre allo sciopero degli insegnanti, erano emersi movimenti di protesta in altri settori pubblici, tra cui quello della sanità, con rivendicazioni legate alle retribuzioni e alle condizioni di lavoro.

L’ultimo sciopero degli insegnanti risaliva al 2022, prima che il presidente Ali Bongo fosse rovesciato con il colpo di stato dell’agosto 2023.

Appena arrivato al potere, il generale Oligui Nguema aveva accolto alcune rivendicazioni degli insegnanti, aprendo la strada a una tregua che era durata fino alle elezioni presidenziali dell’aprile 2025.

Oligui Nguema, che in campagna elettorale aveva promesso di “risanare il paese” e “migliorare le condizioni di vita dei cittadini”, era stato eletto presidente con il 94,75 per cento dei voti.