Le posizioni dell’Ucraina e della Russia “continuano a divergere” su alcuni punti chiave, ha dichiarato il 18 febbraio il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj, dopo due giorni di “difficili” negoziati a Ginevra, con la mediazione degli Stati Uniti.

“Permangono le divergenze sulle questioni sensibili dei territori e della centrale nucleare di Zaporižžja”, occupata dall’esercito russo, ha precisato Zelenskyj, dopo aver ricevuto un resoconto dalla delegazione ucraina.

I negoziati tra le delegazioni di Kiev, Mosca e Washington si sono conclusi la mattina del 18 febbraio.

I colloqui sono stati suddivisi in due gruppi di lavoro: uno sugli aspetti politici e l’altro sugli aspetti militari.

Per quanto riguarda gli aspetti militari, Zelenskyj ha affermato che le parti hanno raggiunto un accordo su “quasi tutti i punti” relativi all’attuazione e al monitoraggio di un futuro cessate il fuoco.

“Gli Stati Uniti saranno coinvolti nel monitoraggio”, ha aggiunto il presidente ucraino, sottolineando che al momento non c’è la “volontà politica” di arrivare a un cessate il fuoco.

Il capo della delegazione russa, Vladimir Medinskij, ha affermato che i negoziati sono stati “difficili ma professionali”.

I colloqui di Ginevra erano incentrati sul piano statunitense presentato alcuni mesi fa, che prevede cessioni territoriali da parte dell’Ucraina in cambio di garanzie di sicurezza occidentali.

Le divergenze riguardano in particolare la questione del Donbass, il grande bacino industriale nell’est dell’Ucraina, composto dalle regioni di Donetsk e Luhansk.

Mosca pretende che le forze ucraine si ritirino dalle zone che ancora controllano nella regione di Donetsk, mentre Zelenskyj esclude, almeno in questa fase, di cedere ulteriori territori alla Russia, che a metà febbraio occupava il 19,5 per cento dell’Ucraina.

Anche i rappresentanti di quattro paesi europei – Germania, Francia, Regno Unito e Italia – erano presenti a Ginevra, senza però partecipare direttamente ai negoziati.

Zelenskyj ha dichiarato il 18 febbraio che il coinvolgimento dell’Europa è “indispensabile per un accordo equo”, mentre Mosca considera gli stati europei il principale ostacolo agli sforzi per mettere fine della guerra.

Intanto, nella notte tra il 17 e il 18 febbraio le forze russe hanno lanciato un missile balistico e 126 droni contro l’Ucraina, secondo l’aeronautica militare di Kiev.