Il 23 febbraio ha prestato giuramento il nuovo governo olandese guidato dal centrista Rob Jetten, 38 anni, il più giovane primo ministro nella storia del paese e il primo apertamente omosessuale.
Il partito centrista filoeuropeo D66, guidato da Jetten, aveva vinto a sorpresa le elezioni legislative anticipate del 29 ottobre, sconfiggendo di stretta misura il Partito della libertà (Pvv, estrema destra) di Geert Wilders.
Le elezioni erano state indette dopo la caduta dell’esecutivo guidato da Dick Schoof, considerato il più a destra nella storia recente del paese, causata dal ritiro del Pvv dalla coalizione di governo in seguito a una disputa sull’immigrazione.
Dopo 117 giorni di negoziati il D66 ha formato una coalizione con i cristianodemocratici del Cda (centrodestra) e con il Partito popolare per la libertà e la democrazia (Vvd, destra).
La coalizione dispone di 66 seggi sui 150 del parlamento, dieci in meno rispetto alla maggioranza assoluta, e dovrà quindi ottenere il sostegno di altri partiti per far approvare le leggi.
Dopo la sua vittoria elettorale, Jetten aveva dichiarato all’Afp che “è possibile sconfiggere i partiti populisti portando avanti un messaggio positivo per il proprio paese”.
Il programma del nuovo governo, presentato a gennaio, prevede tra le altre cose un sostegno totale all’Ucraina e un aumento della spesa militare per rispettare le nuove regole della Nato.
“Profilo di destra”
“Il nuovo governo è meno schierato a destra del precedente, ma ha comunque un profilo di destra”, ha dichiarato all’Afp Sarah de Lange, docente di scienze politiche all’università di Leida.
L’esecutivo si è impegnato a ridurre le prestazioni sociali, compresi i sussidi di disoccupazione, e a portare avanti una linea dura sull’immigrazione irregolare.
Jetten avrebbe voluto formare una coalizione più ampia, che comprendesse l’alleanza di sinistra Verdi/laburisti, ma si era scontrato con l’opposizione della leader del Vvd, Dilan Yeşilgöz.
Nelle elezioni dell’ottobre scorso il Pvv di Wilders, che aveva sconvolto la scena politica europea ottenendo la maggioranza relativa in quelle precedenti del novembre 2023, aveva perso undici seggi, passando da 37 a 26.
Altri due partiti di estrema destra, il Ja21 e il Forum per la democrazia, avevano però aumentato i consensi, ottenendo rispettivamente nove e sette seggi.