Il presunto autore dell’attacco che il 1 marzo ha causato due morti e 14 feriti ad Austin, in Texas, aveva espresso sui social network “opinioni a sostegno del regime iraniano”, secondo l’organizzazione di monitoraggio dei gruppi jihadisti Site intelligence group.

L’uomo, che è stato ucciso sul posto dagli agenti, è stato identificato dalla polizia di Austin come Ndiaga Diagne, 53 anni.

Secondo i mezzi d’informazione statunitensi, si tratta di un cittadino statunitense di origine senegalese.

Una foto pubblicata sul social network X dal deputato repubblicano del Texas Chip Roy mostra il sospetto, armato di fucile, che indossa una felpa con la scritta “Proprietà di Allah”.

Secondo il Site intelligence group, Diagne aveva espresso “opinioni a sostegno del regime iraniano e contrarie ai leader israeliani e statunitensi in alcuni post pubblicati su Facebook tra il 2017 e il 2019”.

L’attacco, avvenuto nella notte tra il 28 febbraio e il 1 marzo davanti a un bar di Austin, il capoluogo del Texas, ha causato almeno due morti e 14 feriti.

Tre dei feriti sono in condizioni critiche, hanno riferito le autorità.

Il 1 marzo l’Fbi ha affermato che potrebbe trattarsi di un “atto di terrorismo”.

“È ancora presto per trarre conclusioni definitive, ma alcuni elementi relativi al sospettato e al suo veicolo indicano un potenziale collegamento con il terrorismo”, ha dichiarato durante una conferenza stampa Alex Doran, un alto funzionario dell’ufficio dell’Fbi a San Antonio, senza fornire ulteriori dettagli.

L’attacco si è verificato poche ore dopo l’inizio di una vasta offensiva condotta dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran, che ha causato la morte della guida suprema iraniana Ali Khamenei e che alimenta i timori di possibili attentati negli Stati Uniti.

Il direttore dell’Fbi Kash Patel ha annunciato di aver messo le sue squadre antiterrorismo e d’intelligence “in stato di massima allerta”.

“A chiunque pensi di sfruttare il conflitto in Medio Oriente per minacciare i texani o le infrastrutture dello stato, voglio dire con grande chiarezza che il Texas non si farà intimidire”, ha dichiarato il governatore repubblicano Greg Abbott.