Il 2 marzo Israele ha bombardato il Libano in risposta al lancio di razzi da parte di Hezbollah contro il suo territorio, estendendo il conflitto in Medio Oriente nel terzo giorno dell’offensiva contro l’Iran condotta insieme agli Stati Uniti.

Mentre la guerra ha causato le prime vittime statunitensi e Donald Trump ha dichiarato che l’offensiva durerà varie settimane, entrambe le parti hanno manifestato la loro determinazione a proseguire le ostilità.

Nella regione del Golfo in mattinata sono state segnalate ancora una volta forti esplosioni a Dubai, Doha e Manama, mentre una colonna di fumo era visibile sull’ambasciata statunitense in Kuwait.

Secondo i mezzi d’informazione statali iraniani, gli attacchi nell’ovest dell’Iran hanno colpito edifici residenziali e causato tre morti, mentre l’esercito israeliano ha annunciato “attacchi su vasta scala” sulla capitale Teheran.

Israele ha anche annunciato di aver colpito obiettivi di Hezbollah “in tutto il Libano” in risposta al lancio di razzi e droni da parte del gruppo sciita verso Israele, per vendicare l’uccisione della guida suprema iraniana Ali Khamenei. Gli attacchi di Hezbollah non hanno casato vittime in Israele.

Le autorità libanesi hanno invece riferito di almeno 31 morti e 149 feriti nei bombardamenti israeliani.

In precedenza l’esercito israeliano aveva ordinato agli abitanti di una cinquantina di località libanesi di allontanarsi “di almeno mille metri” da qualsiasi edificio in previsione dei bombardamenti.

In una serie di interviste e messaggi sui social network, Trump ha cercato di giustificare questa nuova guerra in cui, secondo Washington, sono stati uccisi tre soldati statunitensi.

Trump ha dichiarato al New York Times che gli Stati Uniti si stanno preparando per un’offensiva di “quattro o cinque settimane”. A una domanda sul futuro dell’Iran, e in particolare su chi potrebbe dirigerlo, il presidente statunitense ha risposto: “Ho tre ottimi candidati, ma non voglio dire chi sono. Prima bisogna finire il lavoro”.

“Stiamo conducendo questa massiccia operazione non solo per garantire la nostra sicurezza adesso, ma anche per i nostri e i loro figli”, aveva affermato in precedenza. “Un regime iraniano dotato di missili a lungo raggio e armi atomiche costituirebbe una grave minaccia per tutti gli statunitensi”.

In un videomessaggio, Trump ha inoltre invitato i Guardiani della rivoluzione, l’esercito ideologico dell’Iran, a “deporre le armi” in cambio dell’immunità. “Altrimenti andranno incontro a morte certa”, ha sottolineato.

“Non negozieremo con gli Stati Uniti”, ha replicato sul social network X il potente capo del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale, Ali Larijani. “Trump ha gettato la regione nel caos”, ha aggiunto.

Il 1 marzo il Pentagono aveva annunciato di aver distrutto il quartier generale dei Guardiani della rivoluzione iraniani.

Secondo Teheran, un bombardamento condotto il 28 febbraio aveva causato più di cento morti in una scuola nel sud del paese, ma né gli Stati Uniti né Israele hanno confermato.

Almeno 555 persone sono morte finora negli attacchi statunitensi e israeliani in Iran, secondo la Mezzaluna rossa iraniana.

Il 1 marzo l’Iran aveva invece condotto degli attacchi in Israele, causando la morte di almeno nove persone. Il 2 marzo i giornalisti dell’Afp hanno riferito di aver sentito delle esplosioni a Gerusalemme.

L’Iran ha anche condotto degli attacchi negli Emirati Arabi Uniti, in Qatar, in Arabia Saudita e in Bahrein. Un fotografo dell’Afp ha segnalato l’abbattimento di due droni vicino all’aeroporto di Erbil, nel nord dell’Iraq, che ospita truppe statunitensi.

Il Regno Unito ha inoltre riferito di un “presunto attacco con i droni” nella notte tra il 1 e il 2 marzo contro una sua base aerea a Cipro.

Gli Emirati Arabi Uniti, dove dal 28 febbraio sono già morte tre persone, hanno invitato l’Iran a “tornare alla ragione”.

Le parole di Pezeshkian e Araghchi

Il 1 marzo il presidente iraniano Masoud Pezeshkian aveva dichiarato che vendicare la morte di Khamenei è un “diritto legittimo dell’Iran”, mentre il ministro degli esteri Abbas Araghchi aveva avvertito che “l’Iran non metterà limiti al suo diritto di difendersi”.

Oltre a Khamenei, secondo la tv di stato iraniana sono stati uccisi vari alti funzionari iraniani, tra cui il capo dei Guardiani della rivoluzione Mohammad Pakpour, il consigliere della guida suprema Ali Shamkhani e il capo di stato maggiore dell’esercito Abdolrahim Mousavi.