Un seggio elettorale a Roma, giugno 2016.

Come si vota alle elezioni politiche

Un seggio elettorale a Roma, giugno 2016.
27 febbraio 2018 16:20
  • Il 4 marzo si vota per rinnovare il parlamento, cioè la camera dei deputati e il senato. In Lazio e Lombardia si vota anche per eleggere le amministrazioni regionali.
  • I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23. Per votare bisogna portare con sé la tessera elettorale e un documento d’identità (la carta d’identità o un altro documento di riconoscimento munito di fotografia e rilasciato dalla pubblica amministrazione. Può anche essere scaduto purché assicuri l’identificazione del votante).
  • Può votare chi ha compiuto 18 anni. Chi ha meno di 25 anni riceverà solo la scheda per la camera. Chi ha più di 25 anni riceverà due schede: una per la camera dei deputati (scheda gialla) e una per il senato (scheda rosa).
  • La nuova legge elettorale si basa su un sistema misto: un terzo dei parlamentari sarà eletto con il sistema maggioritario, gli altri due terzi con il proporzionale. Le schede elettorali riflettono questo sistema.
La scheda per la camera dei deputati
  • La scheda – sia quella per camera sia quella per il senato – è divisa in rettangoli: nella parte superiore di ogni rettangolo è riportato nome e cognome dei candidati al collegio uninominale. La parte inferiore dei rettangoli è dedicata ai collegi da eleggere con il sistema proporzionale: ci sono i contrassegni della lista o delle liste che appoggiano il candidato uninominale e, a fianco, i nomi dei candidati nel collegio plurinominale. Le liste sono bloccate, cioè non si possono esprimere preferenze.
  • Quest’anno, per la prima volta, la scheda ha un tagliando antifrode. Al seggio l’elettore riceverà una scheda dotata di un codice identificativo riportato su un tagliando rimovibile. Il presidente del seggio deve registrare questo codice e, quando l’elettore ha votato, controllare che il codice della scheda chiusa corrisponda a quello annotato sul registro. A quel punto rimuoverà il tagliando e inserirà la scheda nell’urna. Questo meccanismo serve a contrastare il voto di scambio: sarà infatti possibile verificare che la scheda consegnata dall’elettore sia quella che gli è stata consegnata dal presidente del seggio e non un’altra.

Si può esprimere il voto in tre modi.

  • Tracciando un segno solo sul rettangolo che contiene il nome del candidato nel collegio uninominale: il voto così espresso vale anche per la quota proporzionale e sarà distribuito tra le liste collegate.
  • Tracciando un segno sulla lista del collegio plurinominale: il voto è valido sia per la lista sia per il candidato uninominale collegato.
  • Tracciando un segno sia sul rettangolo che contiene il nome del candidato del collegio uninominale sia sul contrassegno di una lista che lo sostiene: il voto è valido sia per il candidato uninominale sia per la lista.

Cosa non fare

  • Le liste sono bloccate, quindi non va tracciato nessun segno sul nome di un candidato della lista plurinominale ma solo sul simbolo della lista.
  • Il voto disgiunto non è ammesso. Se si traccia un segno sul rettangolo contenente il nominativo di un candidato uninominale e un altro segno su una lista che non sostiene il candidato dell’uninominale, il voto è nullo. Il voto disgiunto è ammesso solo nelle elezioni amministrative.
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