Femminismi

Difendere i diritti delle donne ora è più necessario che mai 

Come mostrano gli studi fatti finora durante un’epidemia aumentano le violenze domestiche e sulle donne ricade il peso dell’assistenza e della cura. Leggi

L’Italia è ancora indietro nell’accesso alla contraccezione

L’accesso e la diffusione della contraccezione sono ostacolati dalla mancanza di informazioni e di politiche che la rendano gratuita. Leggi

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Un fondo regionale per salvare la casa delle donne Lucha y siesta 

La regione Lazio ha stanziato 2,4 milioni di euro per salvare la casa per donne vittime di violenza di Roma che rischiava lo sgombero. Leggi

Perché la tampon tax è un’imposta ingiusta

Cos’è la tampon tax e quali paesi in Europa e nel mondo hanno deciso di ridurla o eliminarla. Leggi

Il maschilismo della Corea del Sud causa il crollo delle nascite

Negli ultimi anni il governo ha investito molte risorse per far crescere il tasso di natalità del paese, ma il sistema socioeconomico maschilista limita le opportunità delle donne. Che spesso scelgono di non avere figli. Leggi

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Chi sono le femministe contro il Congresso delle famiglie di Verona

Da anni Verona è un laboratorio per le politiche dell’estrema destra, ma ha anche una storia interessante di femminismo e resistenza. Leggi

La battaglia femminista per il diritto all’aborto in Polonia

“Siamo consapevoli che nessuno ci regalerà nulla, nessuno farà niente per noi, dobbiamo fare tutto da sole”. Intervista all’attivista polacca Marta Lempart. Leggi

Trappole domestiche

Per vent’anni la fotografa statunitense Patty Carroll ha portato avanti una riflessione sull’identità e i ruoli femminili. Leggi

La favorita di Lanthimos getta una nuova luce su sesso e potere

La commedia nera di Yorgos Lanthimos racconta la storia di una regina inglese, ma colpisce per il modo liberatorio e moderno con cui affronta il tema della sessualità femminile. Leggi

Non c’è futuro senza femminismo

“La violenza di genere non riguarda solo le relazioni interpersonali: coinvolge la politica, l’economia e tutta la società”. Intervista a Marta Dillon, giornalista argentina e fondatrice del movimento Ni una menos. Leggi

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Una storia favolosa

Una mostra a Roma racconta la lunga amicizia tra la fotografa Lina Pallotta e l’attivista trans Porpora Marcasciano. Leggi

Toccati le tette, una campagna per prevenire il cancro al seno

La giornalista Mona Chalabi e la regista Mae Ryan hanno realizzato un video sull’importanza dell’autopalpazione. Leggi

La casa in cui si combatte la violenza sulle donne

Che cos’è la violenza contro le donne e come si previene? La storia di Lucha y siesta, un centro antiviolenza fuori dai canoni, e delle donne che lo abitano. Leggi

Sciopero globale delle donne in 57 paesi per l’8 marzo.
Sciopero globale delle donne in 57 paesi per l’8 marzo. Le organizzazioni femministe hanno organizzato manifestazioni e cortei in tutti i paesi che aderiscono allo sciopero delle donne per denunciare la disuguaglianza di genere, la differenza salariale tra uomini e donne che si registra a parità di mansioni in tutti i paesi, gli ostacoli alla libertà riproduttiva delle donne, la violenza domestica e sessuale, il sessismo, l’omofobia e il razzismo.
Decidono le donne

Il prossimo presidente degli Stati Uniti sarà davvero una donna con un importante storia femminista e politica alle spalle, o i cittadini americani si ritroveranno al potere un candidato che passa le nottate a scrivere commenti sessisti su Twitter, come ha prospettato domenica mattina il giornalista Alessio Marchionna, di Internazionale?
La controversa candidatura di Hillary Clinton è stata al centro dell’incontro al Teatro Comunale, che ha visto protagoniste la scrittrice Rebecca Traister, la giornalista Ida Dominijannie la femminista Katha Pollitt, guidate nel confronto da Alessandro Marchionna.
Uno dei punti fondamentali del programma della Clinton è la battaglia sull’aborto: la candidata ha promesso in diverse occasioni che si impegnerà a renderlo più accessibile a tutti i ceti sociali, in modo da consentire la libertà di scelta anche alle donne più deboli economicamente. «Lo scontro sull’interruzione di gravidanza è uno spartiacque importante – ha dichiarato Katha Pollitt – è una linea di demarcazione tra uno stile di vita moderno, laico e femminista e un modo retrogrado di vedere la vita».
Oltre alle ovvie problematiche che comporterebbe l’illegalità dell’aborto, come la poca sicurezza dal punto di vista medico, e il conseguente stato di “fuori legge” per le donne che lo continuano a praticare, potrebbe anche essere motivo di profonda umiliazione per le donne che prendono questa decisione. Inoltre, è importante considerare che ad aver a che fare con queste difficoltà non sono solo mogli e donne accompagnate, ma sempre più donne single, il cui numero è in crescita di anno in anno secondo le statistiche, non solo in quelle americane. «Le battaglie femministe del secolo scorso – ha spiegato poi Rebecca Traister – hanno consentito alle donne della nostra generazione di vivere il matrimonio in maniera nuova». Non è più infatti quella rigida istituzione che consentiva alle donne di uscire dalla casa paterna e di entrare nell’età adulta, unico modo per cominciare a godere di una vita sessuale, costruire una famiglia, e assicurarsi una stabilità economica altrimenti impossibile: è solo una delle tante opzioni a disposizione delle giovani donne.

Pure Ida Dominijanni ha voluto ribadire l’importanza delle “nuove leve” del femminismo, che hanno raccolto un’eredità importante dalle antenate della cosiddetta “seconda ondata”, quella degli anni ‘60-’70, e si trovano a confrontarsi oggi con le conseguenze di questo scomodo passato. «È proprio perché abbiamo vinto la maggior parte delle nostre battaglie – ha spiegato la Dominijanni – che abbiamo a che fare con personaggi come Donald Trump. Lui è un movimento di reazione alla crescente libertà femminile, così come lo sono molti femminicidi. Ma in Italia abbiamo già vissuto tutto questo negli anni ‘90, con l’ascesa politica di Silvio Berlusconi show man e apparente esempio di self made men».
Le ha dato ragione anche Rebecca Traister, che ha sottolineato come Trump non sia altro che una personificazione del rancore di una parte della popolazione, quella che non ha mai accettato l’emancipazione di minoranze come le persone di colore e le donne: «Trump esiste perché esistono Obama e la Clinton», ha affermato. In effetti il presidente uscente, Barack Obama, rappresenta un elemento di rottura cruciale non solo in quanto primo presidente afroamericano, ma pure per la straordinaria importanza che ha dato, sia nella vita privata, sia in quella professionale, alle sue figure femminili di riferimento. «Obama prova un sentimento di sincera gratitudine per le donne della sua vita – ha affermato infatti Ida Dominijanni – ha sempre nutrito un certo orgoglio per la sua provenienza da generazioni di donne libere, considera la moglie Michelle “the rock of the family” e dimostra curiosità nei confronti delle figlie».

Un altro fulcro su cui si basa il programma di Hillary Clinton è l’affermazione del permesso parentale per le madri lavoratrici.
Come ha sottolineato Katha Pollitt, la maternità non deve essere un ostacolo nel progresso economico della donna, ma purtroppo il mantenimento di un figlio ha molto a che vedere con la consistenza dello stipendio. Forse, però, è sbagliato misurare i successi ottenuti dalle donne con lo stesso metro di quelli degli uomini, l’ha messo in evidenza Ida Dominijanni, che vede Hillary Clinton come la prova della possibilità, per le donne, di realizzare il proprio desiderio, qualunque esso sia. Ma la Clinton ha più volte anche diviso l’opinione pubblica, è una figura complessa: vero è che in un primo momento ha preferito il modello di famiglia tradizionale a una eventuale ascesa politica, ma, come ha ricordato Rebecca Traister, volendo essere onesti, non ha mai abbandonato la sua brillante carriera di avvocato. «Io lo chiamo “potere prossimale” - ha dichiarato la Traister – è quello che si ottiene per derivazione, quando capita di “succedere” a una figura maschile in un ruolo di potere. È triste, me ne rendo conto, ma è un primo passo che conta».
Già dalla sua candidatura, indipendentemente da quello che risulterà dal voto dell’8 novembre, si è assistito a un crescente numero di candidature femminili in posizioni di responsabilità, che rappresenta una nuova possibile classe dirigente, composta da donne che si affermano autonomamente e non per “potere prossimale”, per dirla con le parole di Rebecca Traister. «Anche io da giovane ero molto più combattiva – ha concluso Katha Pollitt – ma adesso dico: ragazze, dobbiamo prenderci quello che possiamo!».
Irene Lodi

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In alcuni paesi i libri di scuola sono sessisti e alimentano gli stereotipi di genere.
In alcuni paesi i libri di scuola sono sessisti e alimentano gli stereotipi di genere. Lo sostiene l’Unesco. Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, i libri di scuola che rappresentano le donne solo in ruoli subalterni condizionano negativamente l’educazione di ragazze e ragazzi e non favoriscono la parità tra i sessi.
In America Latina le donne colpite dallo zika non possono abortire

Nei prossimi mesi è possibile che aumenti il numero delle donne intenzionate ad abortire a causa del virus zika, ma nella maggior parte dei paesi dell’America Latina l’interruzione di gravidanza è illegale. Leggi

La violenza contro le donne a Colonia non c’entra con l’immigrazione

È come se un meteorite si fosse abbattuto su Colonia. Come se fosse successo qualcosa di inaudito. Dopo che oltre novanta donne sono state aggredite durante i festeggiamenti per il capodanno da uomini ubriachi e apparentemente di origine nordafricana e mediorientale, molti tedeschi ritengono che nel paese le donne siano alla mercé di orde di immigrati. Leggi

Le donne saudite partecipano al voto per la prima volta.
Le donne saudite partecipano al voto per la prima volta. Circa 130mila donne su un milione e mezzo di elettori possono andare alle urne oggi per rinnovare 284 consigli comunali. Tra i settemila candidati, più di 900 sono donne. Human rights watch considera il suffragio universale un passo importante, ma sottolinea che “l’Arabia Saudita continua a discriminare le donne con leggi e pratiche”.
Il Cile verso una legge che consente l’aborto terapeutico

La commissione salute della camera di Santiago ha autorizzato il parlamento a votare una riforma, proposta dalla presidente Michelle Bachelet, che consente l’aborto in tre casi: pericolo di vita della madre, malformazione del feto, violenza sessuale. Ora devono votare le aule di camera e senato, ma per il paese è già un grande cambiamento. Leggi

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