Giuseppe Conte arriva al Quirinale, a Roma, il 23 maggio 2018.

L’incarico a Giuseppe Conte visto dalla stampa straniera

Giuseppe Conte arriva al Quirinale, a Roma, il 23 maggio 2018.
24 maggio 2018 18:30

Una nuova crisi nel sud dell’Europa
Le Monde, Francia
“Un premier sconosciuto e alle prime armi in materia di curriculum – ricco ma immediatamente messo in discussione – sul cui nome il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, ha riflettuto per due giorni per poi accettarlo con riserva; una coalizione di governo improbabile e altrettanto alle prime armi, basata essenzialmente sulla fragile alchimia tra i leader dei due partiti anti sistema che la compongono e il loro rifiuto comune a Bruxelles; un contratto di governo in completa rottura con la storia della democrazia italiana; un governo la cui composizione sembra molto problematica; infine, dei partner europei immersi in una profonda incertezza, in particolare quelli della zona euro: il paesaggio romano in seguito alla nomina di Giuseppe Conte come presidente del consiglio italiano, il 23 maggio è tra i più preoccupanti”. Così descrive la situazione l’editoriale di Le Monde.

La parziale marcia indietro dei due partiti su alcuni punti del contratto, come l’impegno a uscire dall’euro e chiedere una cancellazione del debito pubblico italiano per la somma di 250 miliardi di euro, non è riuscita a rassicurare i partner dell’Italia nell’Unione europea, di cui è uno dei sei paesi fondatori. “Il costo delle promesse elettorali è stato valutato dall’Osservatorio sui conti pubblici italiani tra i 109 e i 126 miliardi di euro. È difficile vedere come l’Italia, la terza più grande economia della zona euro, possa applicare tale programma senza violare il patto europeo di stabilità e crescita. Alla Commissione europea la parola d’ordine è cautela, per ora. Ma una nuova crisi si sta aprendo nel sud dell’Unione, potenzialmente molto più grave di quella della Grecia”.

I nuovi partner della coalizione italiana non saranno facili compagni
The Times, Regno Unito
“Da quando Mussolini ha inventato il fascismo e Silvio Berlusconi ha insegnato a Donald Trump che sfoggiare la propria ricchezza può far vincere voti, l’Italia è stata un laboratorio per esperimenti politici”, scrive Tom Kington da Roma. “Ora, mentre il primo governo populista dell’Europa occidentale si prepara al potere, nel laboratorio le cose potrebbero esplodere. Per capire cosa succederà, è fondamentale comprendere le differenze tra il Movimento 5 stelle e la Lega, i due partiti che devono governare insieme. Beppe Grillo, fondatore del Movimento 5 stelle, ha sognato a lungo una democrazia diretta in cui il parlamento è sostituito da referendum online, votati da persone che immagina felici e oziose con un salario universale perché i loro posti di lavoro sono stati presi dai robot”.

E la Lega? “Dopo che la sua leadership è stata decimata da uno scandalo di corruzione, Matteo Salvini si è concentrato sull’uso dei social network per sfruttare la crescente intolleranza nei confronti di migliaia di migranti. Nei video su Facebook, Salvini, 45 anni, ha perfezionato la sua retorica da uomo qualunque, incolpando il governo uscente per tutti i mali della società, dal consumo di antidepressivi all’uomo che ha buttato sua figlia da un ponte stradale questa settimana. Andrà d’accordo con il leader cinquestelle Luigi Di Maio? Si prevedono attriti. Quando arriveranno, probabilmente cercheranno di unirsi attaccando un nemico comune, quindi aspettiamoci attacchi contro l’Unione ogni volta che questa avrà da obiettare a una stravagante richiesta di Roma di aumentare il deficit”.

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Italia ed Europa hanno bisogno l’una dell’altra
El País, Spagna
“La prima decisione della coalizione populista che si prepara a prendere le redini dell’Italia è stata la nomina di Giuseppe Conte, un professore senza esperienza politica e qualche dubbio sul suo curriculum”, racconta l’editoriale del País. “È il quinto presidente del consiglio italiano senza investitura elettorale negli ultimi sette anni. Il nuovo premier avrà un compito molto difficile, a partire dal suo ruolo all’interno del governo, dovendo mantenere un equilibrio difficile tra due formazioni antagoniste legate da promesse elettorali la cui realizzazione è impossibile o molto difficile. Conte dovrà anche rassicurare i mercati e i partner europei, allarmati dalla deriva della coalizione. Non aiutano le dichiarazioni del leader della Lega, Matteo Salvini, che ha più volte proclamato la sua versione dell’America first di Donald Trump: prima gli italiani. E il leader dell’M5s, che ha annunciato l’avvento della terza repubblica, non si fa lasciare indietro. L’ultima cosa di cui l’Europa ha bisogno in questo momento è che il programma di riforme promosso da Emmanuel Macron sia influenzato da una crisi di fiducia nell’euro che è cominciata in Italia”.

Luce verde per un governo populista in Italia, nuova minaccia per l’Europa
The New York Times, Stati Uniti
“L’improvvisa ascesa dei populisti al potere era pressoché imprevedibile anche quattro anni fa, quando l’Europa guardò al paese come a un baluardo dei valori liberali e della politica di centrosinistra”, spiega Jason Horowitz sul New York Times. Giuseppe Conte presenterà ora le sue scelte di governo al presidente Mattarella, che ha il potere di respingere i singoli ministri ed è cauto nel rafforzare gli antagonisti dell’euro. Ma un tale passo è raro, ed è probabile che Mattarella approverà il nuovo governo nei prossimi giorni. La minaccia più preoccupante per molti è l’agenda che il nuovo governo potrebbe porre alle finanze dell’Italia: secondo alcuni analisti l’accordo di governo annunciato la scorsa settimana è un potenziale ostacolo al bilancio. L’Italia, uno dei maggiori paesi industrializzati europei, è anche tra le sue economie con la crescita più lenta. L’enorme debito pubblico italiano – circa il 130 per cento del prodotto interno lordo – lo rende troppo grande per un salvataggio. Se l’economia italiana si schiantasse, anche l’economia europea potrebbe affondare”.

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Tra tragedia e farsa
The Atlantic, Stati Uniti
“Il sogno dell’Europa si concluderà con un botto o con un piagnisteo, con un grande momento drammatico o un pacchiano melodramma locale?”, si chiede Rachel Donadio. “Questa è la domanda che si è scatenata in Europa da quando due partiti populisti ed euroscettici hanno trionfato nelle elezioni nazionali italiane a marzo. Il voto non è riuscito a produrre una solida maggioranza, gettando il paese in settimane di confusionari negoziati dietro le quinte che hanno fatto tremare i mercati. Ma ora l’antiestablishment Movimento 5 stelle e la Lega hanno annunciato di aver scelto Giuseppe Conte. Sta succedendo qualcosa di veramente angosciante. La diga si è rotta. Forse non sarà la fine dell’Unione europea come la conosciamo, ma l’avvento di un governo populista ed euroscettico in uno stato fondatore dell’Unione europea e dell’euro potrebbe essere un punto di non ritorno. Questo governo, se nascerà, è stato eletto democraticamente, frutto di autentica rabbia e risentimento in un paese che ha visto anni di stagnazione economica. Alcuni italiani si sentono abbandonati da un’Unione europea che ha lasciato il loro paese da solo ad affrontare l’arrivo di centinaia di migliaia di migranti. Molti trovano la situazione economica complessa, ma capiscono che in vent’anni i loro stipendi sono a mala pena aumentati, che devono trasferirsi all’estero per trovare lavoro se sono ambiziosi o, se vivono al sud, si rassegnano al fatto che in realtà non ci saranno mai posti di lavoro, da qui il desiderio di un reddito di base. Volevano qualcosa di diverso. Volevano votare i loro leader. Non importa se i nuovi leader possono essere perfino peggiori di quelli vecchi”.

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