Sergio Mattarella e Carlo Cottarelli al Quirinale, Roma, 28 maggio 2018.

La difficile decisione di Mattarella secondo la stampa straniera

Sergio Mattarella e Carlo Cottarelli al Quirinale, Roma, 28 maggio 2018.
29 maggio 2018 14:42

Italia: lascia o raddoppia
La Croix, Francia
Nel ricusare la nomina di Paolo Savona a ministro dell’economia “Sergio Mattarella ha legittimamente usato i poteri che la costituzione e gli usi riconoscono al capo dello stato in Italia”, osserva Guillaume Goubert, secondo il quale Mattarella “ha corso un vero rischio, provocando questa crisi invece di lasciare che partisse l’accoppiata tra Lega e Movimento 5 stelle e scommettendo sul suo fallimento rapido. Le prossime elezioni si svolgeranno quindi probabilmente in chiave referendaria, pro o contro l’Unione europea. Può essere l’occasione di un chiarimento, ma anche di una rottura dalla quale è difficile intravedere come potrà riaversi l’edificio comunitario”.

Ha avuto ragione il presidente?
Tagezeitung, Germania
“Sì e no”, afferma il giornale: sì, perché “nel costringere Mattarella a nominare l’euroscettico Paolo Savona a ministro dell’economia è stata ignorata la costituzione. Il presidente non è una marionetta che si limita a firmare le proposte del premier in pectore, ma può nominare o meno i ministri proposti. Mattarella ha fatto solo il suo lavoro”. No, perché “chi ha più peso, la volontà degli elettori o la fiducia dei mercati finanziari? Si tratta di una domanda fondamentale nelle democrazie. Chiunque metta i mercati al di sopra degli elettori potrebbe semplicemente abolire le elezioni. Chi accetta libere elezioni deve anche mettere in conto che i governi possano colpire la ‘fiducia degli investitori’. Questo si applica a Syriza in Grecia, a Jeremy Corbyn nel Regno Unito e all’M5s in Italia”.

La Croix, 29 maggio 2018.

La crisi politica in Italia si allarga
El Mundo, Spagna
“Sergio Mattarella ha lanciato una scommessa dagli esiti imprevedibili con la doppia decisione di porre il veto al candidato proposto come ministro dell’economia dalla Lega e dall’M5s, che ha fatto saltare il governo di coalizione populista, e avviare la formazione di un esecutivo guidato dall’economista Carlo Cottarelli”, si legge nell’editoriale non firmato del quotidiano conservatore. “Il capo dello stato cerca di allontanare le nubi che oscurano l’economia italiana. Ma secondo la Lega e l’M5s lo accusano di aver oltrepassato le sue prerogative costituzionali e lo minacciano addirittura di impeachment. L’ultima cosa di cui il sistema politico transalpino ha bisogno è che la presidenza perda il ruolo di arbitro”.

Il presidente italiano semina rabbia e ribellione
Trouw, Amsterdam
“Da come stanno andando le cose, come possiamo descrivere al meglio il caos italiano?”, chiede Sylvain Ephimenco: “Una specie di golpe politico, anche se costituzionalmente legale, di un’élite eurofila che frustra il processo democratico e la volontà della maggioranza dei cittadini. Bruxelles potrà essere soddisfatta per un po’, ma presto, dopo dure elezioni e possibilmente profitti ancora maggiori per i populisti, la santabarbara italiana starà per scoppiare. I semi della frustrazione, della rabbia e della ribellione sono stati piantati in modo autoritario dal presidente Mattarella e dai suoi suggeritori a Bruxelles e in altre capitali europee. Ma come si sa, non si gioca con il fuoco in un deposito di munizioni”.

Tagezeitung, 29 maggio 2018.

La Lega dovrebbe trarre vantaggio dalle prossime elezioni in Italia
The Independent, Regno Unito
“L’Italia non avrà un governo populista per il momento, ma questa potrebbe essere una buona notizia per i populisti”, analizza Francesca De Benedetti. Per la corrispondente da Roma del quotidiano britannico, “elezioni anticipate convengono sia alla Lega sia all’M5s, perché Salvini e Di Maio hanno coltivato la versione secondo cui l’establishment italiano ed europeo si contrappongono alla volontà del popolo italiano. Mentre l’Italia si avvia verso nuove elezioni, la mossa di Mattarella di bocciare l’economista euroscettico Paolo Savona potrebbe concludersi con i populisti che ottengono ancora più voti di prima”.

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