A bordo della nave Open Arms, il 15 agosto 2019. (Proactiva Open Arms)

I legali di Open Arms presentano un esposto in procura

A bordo della nave Open Arms, il 15 agosto 2019. (Proactiva Open Arms)
16 agosto 2019 15:55

Il team legale dell’ong spagnola Proactiva Open Arms ha presentato un esposto alla procura di Agrigento ipotizzando che il divieto di ingresso nel porto di Lampedusa firmato dalla Centrale operativa della guardia costiera di Roma il 15 agosto violi una serie di norme e profili i reati di sequestro di persona, privazione della libertà personale, violenza privata, abuso di atti di ufficio, abuso di potere.

“Dopo essere entrati in acque italiane grazie alla sospensione del decreto sicurezza bis, disposto dal Tar del Lazio, siamo stati raggiunti da un divieto di accesso al porto di Lampedusa firmato dalla guardia costiera italiana. Questo ha determinato ore di attesa e continue evacuazioni mediche, la situazione a bordo è fuori controllo”, spiega Arturo Salerni, legale dell’organizzazione. Alcuni migranti in mattinata avrebbero minacciato di gettarsi in acqua perché la nave si trova a pochi metri di distanza da Cala francese, a Lampedusa.

“Ci sono ancora a bordo i minori e anche loro devono essere fatti scendere subito: il tribunale dei minori era già stato molto chiaro in merito e potrebbe a breve esprimersi nuovamente”, continua Salerni che ha presentato anche una diffida contro la guardia costiera, firmataria del divieto di ingresso. “Nello stesso tempo la guardia costiera ha chiesto al Viminale di individuare rapidamente un porto di sbarco, dopo le nostre sollecitazioni”, continua Salerni. Una condotta contraddittoria che in parte può essere ascritta al ministro dei trasporti e delle infrastrutture Danilo Toninelli. Il ministro, che è a capo della guardia costiera, nei giorni scorsi in un comunicato aveva dichiarato di non voler firmare un secondo divieto di ingresso in acque italiane come era stato richiesto dal ministro dell’interno Matteo Salvini, ma ha poi permesso che si negasse l’ingresso in porto a Lampedusa ai naufraghi.

“Quel decreto è stato bocciato dal Tar ed emetterne uno identico per farlo bocciare di nuovo dopo cinque minuti esporrebbe la parte seria del governo, che non è quella che ha tradito il contratto, al ridicolo”, aveva scritto Toninelli. Uomini della guardia costiera italiana sono saliti a bordo della nave il 15 agosto, insieme ad alcuni medici del Cisom e di Emergency, confermando una situazione sanitaria molto critica. Salerni si aspetta nelle prossime ore una decisione da parte della magistratura.

Dalla nave intanto sono state fatte scendere sei persone per ragioni sanitarie e questo ha ulteriormente peggiorato la condizione psicologica dei 134 che sono rimasti a bordo. Intanto sei paesi europei (Francia, Germania, Spagna, Romania, Portogallo e Lussemburgo) si sono detti disponibili ad accogliere i migranti, anche se hanno detto di non aver ricevuto nessuna richiesta ufficiale né da parte dell’Italia né da parte della Spagna, che è lo stato di bandiera della nave. La Open Arms è in attesa da quindici giorni di un porto di sbarco, ma allo stesso tempo anche la nave Ocean Viking delle ong Sos Méditerranée e Medici senza frontiere con 356 persone a bordo aspetta di ricevere l’indicazione di un porto. La situazione è talmente critica che Proactiva Open Arms ha deciso di interrompere le comunicazioni con la stampa e di servirsi solo di Twitter per diffondere notizie e aggiornamenti.

Aggiornamento 18.20: La procura di Agrigento in seguito all’esposto ha aperto un fascicolo d’indagine per sequestro di persona, mentre Proactiva Open Arms ed Emergency hanno chiesto alla guardia costiera lo sbarco immediato di tutti i naufraghi ancora a bordo della nave denunciando condizioni psicofisiche terribili. Dopo la diffida dei legali, il ministro dei trasporti ha dichiarato che nulla osta allo sbarco e ha chiesto al ministero dell’interno di consentire l’attracco della nave e lo sbarco dei naufraghi.

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