Laurie Penny, Los Angeles, il 9 febbraio 2018. (Hal Bergman, Getty Images)

Più femminismo per tutti

Laurie Penny, Los Angeles, il 9 febbraio 2018. (Hal Bergman, Getty Images)
02 ottobre 2018 14:52

Laurie Penny sarà al festival di Internazionale a Ferrara il 6 ottobre con Chiara Lalli, per parlare delle molestie contro le donne su internet.

Sui social network sei molto citata e anche attaccata per le cose che scrivi. Come gestisci questo tipo di reazioni?

Per me la cosa più difficile da gestire è il fatto che, mentre ricevo molte reazioni positive da parte dei miei simpatizzanti, devo anche affrontare una serie di molestie da parte di troll di estrema destra e misogini – sessisti, omofobi, antisemiti e simili. Può essere difficile decidere cosa ignorare e cosa affrontare. In un certo senso però gli attacchi sono anche positivi, perché devi sviluppare un rispetto di te, un senso di sicurezza nel tuo valore e nei tuoi princìpi. Non è una situazione in cui mi sarei mai aspettata di trovarmi quando ero un’adolescente nevrotica. Ma ora mi sento molto più forte in ciò in cui credo e in ciò che propongo, e ho più fiducia nei miei istinti.

Senti che la tua identità di femminista si è modificata nel corso degli anni?

Mi considero femminista da quando ho cominciato a studiarne la teoria. Il più grande cambiamento, però, è avvenuto quando, da adolescente, ho scoperto la politica socialista e anticapitalista: studiando ho capito che in gioco c’erano grandi questioni economiche che richiedevano risposte più profonde di “eliminare il divario retributivo”. Al cuore del mio anticapitalismo c’è il femminismo intersezionale, motivo per cui mi arrabbio quando le persone cercano di separare la lotta di classe dalla politica dell’identità. I due termini sono sempre stati sinonimi, e chiunque affermi il contrario dovrebbe dare una bella occhiata alle sue priorità. Proprio come non è possibile costruire un femminismo che funzioni solo per donne bianche e facoltose, non è possibile costruire una politica di lotta di classe che non abbia al suo interno una politica femminista, antirazzista e queer. Cioè, lo puoi fare, le persone lo fanno, ma ottengono politiche sciocche e inefficaci. E le loro feste sono noiose.

Laurie Penny sarà al festival di Internazionale a Ferrara il 6 ottobre con Chiara Lalli, per parlare delle molestie contro le donne su internet.

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