Il traditore. (Fabio Lovino, Studio Punto e Virgola)

Il traditore e gli altri film della settimana

Il traditore. (Fabio Lovino, Studio Punto e Virgola)
24 maggio 2019 18:05

Unico film italiano selezionato quest’anno in concorso a Cannes, Il traditore di Marco Bellocchio ha ricevuto buone critiche dalla stampa internazionale, con qualche punta di entusiasmo, come nella recensione di Thomas Sotinel su Le Monde: “Marco Bellocchio ha realizzato il film di gangster più bello e intelligente che ho visto dai tempi di Casino di Martin Scorsese”. Niente male insomma. Anche se la concorrenza è tostissima, farebbe piacere se Bellocchio se ne tornasse da Cannes con qualche premio.

Il film racconta una parte della vita di Tommaso Buscetta in un arco di tempo che va, più o meno, dall’inizio degli anni ottanta alla metà degli anni novanta, durante il quale “il boss dei due mondi” cominciò a collaborare con Giovanni Falcone. Come accenna nell’Anatomia di una scena, Bellocchio si è permesso delle libertà rispetto alla ricostruzione storica precisa. La drammatizzazione richiede qualche sforzo e qualche sacrificio. Del resto Marco Bellocchio è uno dei grandi autori del cinema italiano e quindi meno male che si prende tutta la sua libertà. E quindi Il traditore è un bel film per la libertà di Bellocchio, ma anche per l’interpretazione di Pierfrancesco Favino, che è un grande attore. Notevole anche Luigi Lo Cascio nei panni di Totuccio Contorno.


Molto molto interessante Una vita violenta di Thierry de Peretti, un film che racconta la storia recente di una realtà particolare come quella della Corsica. Quando Stéphane (Jean Michelangeli) viene informato dell’uccisione di un suo amico fraterno, decide che è il momento di lasciare Parigi e tornare sull’isola per affrontare il suo destino. In un flashback viene ricostruita la sua vicenda: la militanza politica in un gruppo indipendentista definito dall’orgoglio dell’appartenenza, dall’astio nei confronti del governo francese, dalla lotta armata.

De Peretti, che è nato e cresciuto in Corsica, ricorre alla sua memoria e alla storia recente per provare a farci capire cosa è successo tra la fine degli anni novanta e i primi anni duemila, quando un’intera generazione di giovani attivisti è stata sterminata perché i suoi ideali si scontravano con gli interessi della malavita, ma anche con quelli del mondo degli affari e con le istituzioni nazionali. C’è una scena magnifica in cui alcune donne mentre bevono un caffè, discutono il destino che attende i loro mariti e i loro figli. Il loro dialogo, quello che dicono e come lo dicono (linguaggio compreso) è una rivelazione.


Arriva in sala anche Aladdin di Guy Ritchie, con Will Smith nei panni del genio della lampada. Più che scoprire se la versione “live action” è migliore del cartone disneyano del 1992 sarà interessante vedere se anche questi rifacimenti continuano a spopolare o se invece cominciano a soffrire una certa inflazione.

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