08 gennaio 2013 17:58

Ogni anno gli Stati Uniti consentono l’ingresso di 80mila rifugiati, cioè di persone che non possono o non vogliono vivere nel loro paese d’origine a causa o per paura di una persecuzione per motivi razziali, religiosi, politici, di nazionalità o di appartenenza a un ceto sociale.

I rifugiati (che provengono principalmente dall’Asia e dall’Africa) possono lavorare e ricevono un sussidio e assistenza medica per otto mesi, o cinque anni nel caso di famiglie.

Appena sbarcati negli Stati Uniti, i migranti passano la prima notte in un hotel dell’aeroporto per poi raggiungere la destinazione scelta dal governo. Il fotografo italiano Gabriele Stabile ha seguito l’arrivo dei rifugiati in cinque punti d’ingresso (Newark, Jfk, Miami, Chicago’s O’Hare e Los Angeles International) dal 2007 al 2012, documentando le loro prime reazioni.