Due abitanti osservano i lavori per la costruzione di un albergo sulla spiaggia di Petitenget. (Putu Sayoga, Arka Project)

L’ultima spiaggia

17 ottobre 2014 16:44

L’isola di Bali, in Indonesia, è una delle mete più popolari dell’Asia. Secondo uno studio, nel 2013 ha accolto circa tre milioni di turisti da tutto il mondo.

Molti di loro scelgono la costa meridionale, e località come Kuta, Nusa Dua o Sanur, dove sono stati costruiti centinaia di alberghi e strutture d’accoglienza. Qui il business della vacanza è nato negli anni settanta, con l’arrivo di hippie e surfisti australiani.

Lo sbarco di migliaia di turisti ha drasticamente trasformato i tradizionali villaggi dei pescatori e soprattutto ha determinato danni significativi per la zona costiera.

Secondo l’Agenzia per l’ambiente di Bali gran parte dell’inquinamento delle spiagge meridionali è causato dai rifiuti dei grandi alberghi, che scaricano nelle acque materiali contenenti acidi, detergenti, oli e piombo, pericolosi per gli esseri umani e per gli ecosistemi marini.

Nel 2011 l’autorità provinciale aveva cercato di imporre una moratoria sullo sviluppo del territorio, ma il risultato non è stato sufficiente.

A Serangan, nota come l’isola delle tartarughe marine, le foreste di mangrovie e i banchi di coralli sono distrutti o in cattive condizioni, le tartarughe non tornano più a deporre le uova e i pescatori sono in crisi, perché i banchi di pesce sono sempre più lontani dalla costa.

Le foto sono state scattate a Bali tra maggio e luglio del 2014.

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