Una rete antizanzare usata per giocare a calcio a Lagosa, in Tanzania, il 16 luglio 2014. (Uriel Sinai, The New York Times/Contrasto)

Nella rete sbagliata

24 marzo 2015 13:37

Negli anni scorsi diversi governi africani, dalla Nigeria al Mozambico, hanno lanciato una nuova campagna sanitaria contro la malaria, regalando alla popolazione milioni di zanzariere da letto. Questa iniziativa però sta creando danni all’ambiente. La maggior parte delle reti viene usata per pescare, perché le persone hanno più paura di morire di fame che di malaria. Gli scienziati hanno lanciato l’allarme sulla possibilità che alcune specie di pesci siano in pericolo. Le zanzariere infatti hanno un tessuto molto più stretto rispetto alle reti da pesca tradizionali e molti più organismi viventi vi restano intrappolati.

Il problema, inoltre, è che le reti sono impregnate di permetrina, un insetticida che viene assimilato dai pesci e rischia di inquinare le acque nelle quali vengono calate. I produttori delle zanzariere sostengono che i loro prodotti non sono pericolosi, ma molti hanno aggiunto targhette con su scritto “Non bagnare nei laghi o nei fiumi” oppure “ Lavare lontano da casa, dagli animali o dai pozzi”.

Quella delle zanzariere è diventata un’industria che fattura un miliardo di dollari. Negli ultimi anni milioni di zanzariere trattate con insetticidi sono state consegnate alle comunità locali. Le zanzariere sono prodotte al costo di tre dollari l’una, soprattutto in Cina e in Vietnam, trasportate in Africa in container e distribuite nei villaggi dalle organizzazioni non governative, di solito gratuitamente.

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