Scontri tra manifestanti e polizia durante la manifestazione nel giorno dell’attentato ad Ankara, il 10 ottobre 2015. (Reuters/Contrasto)

Bombe contro la pace in Turchia

12 ottobre 2015 13:41

Sono in corso in Turchia i primi funerali delle vittime dell’attentato avvenuto il 10 ottobre ad Ankara. Il giorno prima migliaia di persone avevano risposto all’appello di sindacati, forze di sinistra e organizzazioni filocurde e si erano riunite nella capitale turca per rendere omaggio alle vittime. L’attentato ha colpito una manifestazione che chiedeva la fine delle ostilità tre le forze turche e i ribelli del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) nel sudest del paese.

Secondo l’ultimo bilancio diffuso dall’ufficio del primo ministro, le vittime della strage sono 97, altre 246 persone sono rimaste ferite. Secondo fonti del partito filocurdo Hdp, invece, il bilancio è di 128 vittime.

I manifestanti accusano il governo di non aver protetto il corteo, di non aver schierato la polizia alla partenza della marcia e di aver ritardato i soccorsi. Dopo l’attentato, infatti, la polizia ha attaccato i manifestanti con gas lacrimogeni e idranti, ostacolando i soccorsi. Il premier turco, Ahmet Davutoğlu, ha dichiarato che il principale sospettato per l’attentato è il gruppo Stato islamico. Ma il leader dell’Hdp, Selahattin Demirtaş, ha denunciato un “delitto mafioso di stato”.

Il Pkk ha annunciato il cessate il fuoco subito dopo l’attentato, in vista delle elezioni del 1 novembre. Ma l’esercito turco non ha interrotto i bombardamenti delle postazioni del Pkk, uccidendo 14 ribelli.

Attenzione alcune delle immagini di questa gallery sono violente.

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