Una donna partecipa a una cerimonia per celebrare gli spiriti vudù Guédé e Baron Samedi nel cimitero di Port-au-Prince, Haiti, il 1 novembre. (Hector Retamal, Afp)

Festa per i morti

02 novembre 2015 14:18

Il giorno dei morti, celebrato ogni anno tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, è una ricorrenza molto popolare in America Latina. La festa ha le sue radici nelle tradizioni precolombiane e prevede l’esecuzione di riti che facilitino il “ritorno” di parenti e persone care defunte. Dal 2008 l’Unesco ha inserito questi riti tra il patrimonio immateriale dell’umanità.

Le famiglie mettono petali di fiori, candele e offerte lungo il sentiero che conduce dal cimitero alle loro case. Si preparano i piatti preferiti del defunto perché si ritiene che i morti siano in grado di portare la prosperità (per esempio un abbondante raccolto di mais) o la sfortuna (malattia, infortuni, difficoltà finanziarie).

Prima della conquista spagnola si ricordavano i morti al termine della stagione delle piogge, a fine ottobre, e le celebrazioni duravano molti giorni. Con la cristianizzazione degli indigeni, nel cinquecento, si diffuse il rito cattolico, che però le comunità indigene reinterpretarono. Ad Haiti, dove nel 2003 il vudù è stato riconosciuto come religione ufficiale, i fedeli si affollano nei cimiteri per invocare gli spiriti dei morti, i Guédé, in particolare Baron Samedi.

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