Fire of hatred, Iran. Questa foto fa parte della serie vincitrice dell’Iris d’or e del primo premio nella categoria temi contemporanei. (Asghar Khamseh)

I vincitori dei Sony awards 2016

22 aprile 2016 15:44

Il 21 aprile la giuria dei Sony world photography awards ha annunciato i vincitori nella categoria professionisti della nona edizione. L’Iris d’or, il premio più importante, è stato assegnato al fotografo iraniano Asghar Khamseh con il reportage Fire of hatred, una serie di ritratti sulle vittime delle aggressioni con acido.

Fire of hatred è un lavoro potente e di denuncia, che racconta le conseguenze fisiche di questi attacchi, compiuti per sfigurare, mutilare e distruggere la vita sociale della vittima. Alla base di queste violenze l’intolleranza, in particolare verso le donne, colpite per punirle all’interno di conflitti familiari, come proposte di matrimonio rifiutate, divorzi e vendette di gelosia. La giurata Dominique Green spiega questa scelta: “È un tema che il fotogiornalismo ha sempre documentato, senza paura. Le foto di Asghar Khamseh si impongono con una potenza particolare, costringendo lo spettatore a confrontarsi in maniera diretta con la tragedia del soggetto e a provare empatia, oltre che ad assumere un ruolo più importante, quello di testimone”.

Come già anticipato dall’elenco dei finalisti, l’Italia è il paese che ha ricevuto più premi. Marcello Bonfanti, Alberto Alicata e Francesco Amorosino hanno vinto il primo premio nelle categorie ritratto, staged e still life. Gli altri fotografi che hanno raggiunto il secondo e il terzo posto sono stati Andrea & Magda, Filippo Venturi, Cristina Vatielli, Simona Ghizzoni, Alessandro D’Angelo e Andrea Rossato.

I Sony world photography awards sono ormai il più grande concorso fotografico al mondo per quantità di categorie e sezioni. Quest’anno la giuria ha ricevuto la cifra record di 230.103 iscrizioni da 186 paesi. I vincitori delle categorie giovani e open sono stati già annunciati il 28 marzo. Le immagini dei fotografi finalisti e vincitori saranno esposte alla Somerset house di Londra fino all’8 maggio 2016.

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