Taxicab driver at the wheel with two passengers, New York, 1956. (Diane Arbus, The estate of Diane Arbus, LLC. Tutti i diritt riservati)

Le foto inedite di Diane Arbus

12 luglio 2016 17:46

Il Met Breuer, il nuovo spazio del museo Metropolitan di New York dedicato all’arte moderna e contemporanea, inaugura la sua stagione con la mostra Diane Arbus: in the beginning, che si concentra sui primi sette anni di carriera della fotografa statunitense.

Travestiti, tatuati, ermafroditi, albini, giganti, nudisti, “personaggi per fiabe da adulti”, così Diane Arbus definiva i suoi soggetti. Nelle sue fotografie raccontava la commedia umana, di cui facevano parte non solo quelli che venivano etichettati come freaks (fenomeni da baraccone) ma anche le persone più ordinarie, tutti, senza differenze, colti sotto la lente dello stesso disperato incantesimo, come ha scritto il New Yorker.

Diane Arbus: in the beginning raccoglie gli scatti, per la maggior parte mai pubblicati, realizzati tra il 1956 e il 1962 a New York. Sono istantanee pervase già dallo straordinario talento della fotografa newyorchese, ma appartengono a un momento in cui Arbus non aveva ancora fatto quel passo in più per avvicinarsi, per entrare in contatto fisicamente ed emotivamente con il soggetto. Il potere delle sue immagini è infatti in questo contatto profondo, nelle storie che ascoltava e nelle relazioni, a volte durature, che stabiliva con le persone.

La vita di Diane Arbus è stata una ricerca di coraggio, fatta di sfide a cui si sottoponeva continuamente per superare i propri limiti. Nacque nel 1923 da una famiglia benestante ebrea, i Nemerov, proprietari di Russek, un grande magazzino sulla Quinta strada. Frequentò delle scuole private e a diciotto anni sposò un suo amico d’infanzia, Allan Arbus. Uniti dalla passione per la fotografia, i due aprirono uno studio di fotografia commerciale, realizzando servizi per riviste come Vogue, Harper’s Bazaar, Glamour: Diane era l’art director e Allan il fotografo. Ebbero due bambine, Doon e Amy.

Arbus cominciò a non sopportare più la fotografia in studio e il ruolo che si era ritagliata. Nel 1956 abbandonò l’impresa di famiglia e seguì un corso tenuto da Lisette Model, una fotografa austriaca che sarebbe diventata il suo punto di riferimento artistico. Il primo rullino lo realizzò con una fotocamera Nikon 35 mm e lo archiviò come #1: tutti i rullini successivi, migliaia, sarebbero stati nominati rispettando la sequenza. Arbus cercava però maggiore chiarezza dell’immagine, voleva più dettaglio, un negativo più grande. Nel 1962 scelse di passare a una Rolleiflex, con cui produsse le stampe quadrate che l’hanno resa una delle fotografe più amate e celebrate del novecento. Nel 1972, l’anno dopo il suo suicidio, il Moma le dedicò una grande retrospettiva e la monografia che accompagnava la mostra è diventato il libro di fotografia più venduto della storia.

Diane Arbus: in the beginning è il risultato di una donazione avvenuta nel 2007 e fatta al Metropolitan dalle figlie della fotografa. Da quel momento, i curatori hanno dato inizio un lavoro intenso per mettere a punto una collezione di un centinaio d’immagini che offrono uno sguardo inedito sull’opera di Arbus. La mostra rimarrà aperta fino al 27 novembre 2016.

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