Una bambina di origine messicana vende copie della rivista La Raza durante la Poor people’s campaign a Washington, 1968. (Maria Varela)

Orgoglio chicano

24 ottobre 2017 16:31

Pubblicata a Los Angeles tra il 1967 e il 1977, la rivista bilingue La Raza diede voce al movimento chicano, che combatteva per i diritti dei messicani residenti negli Stati Uniti. In occasione del cinquantesimo anniversario dalla sua fondazione, l’Autry museum of the American west di Los Angeles dedica una mostra alla rivista, con le foto tratte da un archivio di 25mila immagini conservate nel centro di ricerca dell’Università della California (Ucla).

La parola “chicano” in origine era usata per identificare le persone di origine ispanica che vivevano nei territori statunitensi appartenuti al Messico (come la California e il Texas). Il movimento degli anni sessanta del novecento si è riappropriato del termine e ne ha fatto un motivo di orgoglio. Il termine “raza” fu usato per la prima volta nel 1952 da José Vasconcelos nel saggio La raza cósmica (la razza cosmica) in cui affermava che il popolo messicano apparteneva a una quinta “razza” del futuro, in cui si mescolavano diverse popolazioni tra cui indigeni, europei e africani.

La rivista era composta da scrittori e fotogiornalisti che erano anche degli attivisti. Tutti hanno contribuito a dare al movimento chicano una nuova forma di espressione politica, culturale e artistica”, spiega Luis C. Garza, un fotografo che lavorava a La raza e che è curatore della mostra a Los Angeles.

Molte delle immagini più significative pubblicate sulla rivista erano scattate durante le manifestazioni: come quelle di Oscar Castillo che raccontavano le proteste contro la guerra in Vietnam nel 1970 o quelle di Garza contro la violenza della polizia. E come le foto di Patricia Borjon-Lopez, scattate durante la marcia contro le politiche anti-ispaniche di Ronald Reagan, all’epoca governatore della California. Altre immagini raccontano invece la vita quotidiana della comunità, i simboli, i murales e gli spettacoli teatrali del movimento.

La mostra a Los Angeles durerà fino al 10 febbraio 2019.

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