Una partera, una donna che assiste le madri durante il parto, monte Chimborazo, Ande ecuadoriane, 2002. (Danilo De Marco)

Gli occhi di Danilo De Marco 

02 marzo 2018 17:58

Jacques Derrida, Peter Handke, Claudio Magris, Christian Javier Marias, Carlo Ginzburg. E poi anarchici, partigiani, donne e uomini che vivono nelle periferie di tutto il mondo. Sono alcuni dei protagonisti delle immagini scattate negli anni da Danilo De Marco e che saranno esposte nella retrospettiva Defigurazione alla galleria Bertoia di Pordenone dal 3 marzo.

La mostra è accompagnata dal volume I tuoi occhi per vedermi (Forum editore) dove i volti che De Marco ha ritratto sembrano dialogare tra loro, in un gioco di rimandi delle espressioni e dei gesti. Come quello tra un bambino ugandese e Carlo Ginzburg o quello di un’indigena messicana ed Enrique Vila-Matas.

“I ritratti di De Marco hanno un filo comune”, scrive Giovanni Zanolin, presidente della fondazione omonima che organizza la mostra con il comune e la regione del Friuli Venezia Giulia. “Vanno oltre il ritratto ‘di figura’ per giungere a una fotografia che è strumento di introspezione, comprensione, interpretazione profonda della persona e del significato del suo percorso di vita”.

Nel saggio che accompagna il volume, Arturo Carlo Quintavalle scrive: “Se osservate bene, queste figure sono invitate, forse, o liberamente stimolate, perché giochino con la loro stessa immagine, perché respingano la composizione tradizionale del ritratto per proporre altro”.

La mostra, composta da 150 ritratti, sarà visitabile fino al 27 maggio.

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