03 giugno 2020 17:48

Alcuni politici repubblicani prendono le distanze da Donald Trump

Per la prima volta da quando è entrato alla Casa Bianca, Donald Trump si trova ad affrontare le critiche di alcuni politici del suo partito. Compresi alcuni di quelli che l’hanno sempre sostenuto durante il procedimento di impeachment che si è tenuto a inizio anno, alla fine del qualche il presidente è stato assolto dal senato.

Trump è stato criticato in particolare per la decisione di far disperdere con la forza i manifestanti pacifici per posare per una foto davanti a una chiesa di Washington, il 1 giugno, Ben Sasse, senatore del Nebraska, ha denunciato i saccheggi e le devastazioni ma ha aggiunto che “esiste un diritto costituzionale a protestare” e ha detto che la religione non va usata a fini politici.

Anche Tim Scott, l’unico afroamericano repubblicano al senato, ha denunciato la scelta di Trump. Mitch McConnell, leader della maggioranza al senato, ha detto che non si può negare “l’esistenza di un razzismo residuale negli Stati Uniti”, e ha aggiunto che la rabbia è comprensibile. Una tiepida critica per l’operazione della polizia a Washington è arrivata anche da Lindsey Graham, uno dei più fedeli alleati di Trump al senato.

Queste affermazioni si spiegano anche con il fatto che per mantenere la maggioranza al senato, alle elezioni di novembre, i repubblicani avranno bisogno anche dei voti degli elettori moderati in stati come Colorado, Arizona, North Carolina e Maine.