Come dimostrato nell’album Fyah del 2019, Theon Cross sta perfezionando il ruolo della tuba nella musica moderna. L’ha fatto anche con i Sons of Kemet e nelle collaborazioni con Nubya Garcia, Moses Boyd, Ezra Collective e altri. Con il suo strumento Cross erige mondi sonori che avvolgono jazz, improvvisazione, funk, dubstep, grime, hip hop, dub e cultura del sound system. Nella sua musica il ritmo e le tonalità basse dettano la melodia piuttosto che accompagnarla. Intra-I (che significa “dentro di sé”) offre dieci brani molto vari. Cross fa la parte del leone, ma è assistito dal batterista e programmatore Emre Ramazanoglu sulla maggior parte dei brani e da una manciata di rapper. Nella breve Intro, Remi Graves crea il manifesto dell’album mentre Cross dispone bordoni in un ambiente elettronico minaccioso. Il rapper dello Zimbabwe Shumba Maasai scrive un testo militante sull’autodeterminazione per Roots. La conclusiva Universal alignment è un duetto tra Cross e il maestro della tuba e dell’elettronica Oren Marshall. I due musicisti suonano insieme, si contrastano l’un l’altro con intensità, mentre l’armonia e il ritmo si confondono e alla fine si uniscono in un finale quasi estatico.
Thom Jurek, All Music

Questo articolo è uscito sul numero 1434 di Internazionale, a pagina 94. Compra questo numero | Abbonati