È stato analizzato nuovamente il fossile di un cranio di ominide trovato a Bodo D’ar, in Etiopia, nel 1976. Le analisi recenti hanno portato alla classificazione di una nuova specie umana, l’Homo bodoensis, che sarebbe vissuto circa seicentomila anni fa. Dovrebbero essere catalogati come appartenenti a questa specie altri fossili attribuiti all’Homo heidelbergensis e all’Homo rhodesiensis (ulteriori fossili di Homo heidelbergensis saranno invece catalogati come neandertal). Il nome rhodesiensis scomparirà per motivi politici, in quanto associato al colonialista britannico Cecil Rhodes (il primo fossile fu trovato nel 1921 in Rhodesia settentrionale, l’attuale Zambia). Difficilmente però il nuovo studio pubblicato su Evolutionary Anthropology permetterà di comporre in modo definitivo l’albero evolutivo degli esseri umani. Il percorso che ha portato alla comparsa dell’Homo sapiens è complesso e molti fossili hanno un’assegnazione incerta. I rapporti tra le specie estinte rimangono piuttosto confusi. L’idea stessa che l’Homo bodoensis sia l’antenato diretto dei sapiens è contestata da chi pensa che abbia avuto un percorso evolutivo distinto. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1434 di Internazionale, a pagina 103. Compra questo numero | Abbonati