Kenosha, 19 novembre (Sean Krajacic, Getty Images)

Kyle Rittenhouse, diciottenne che nell’agosto 2020 uccise due persone e ne ferì un’altra a Kenosha, in Wisconsin, è stato assolto dall’accusa di omicidio. Rittenhouse (nella foto) era sceso in strada armato con un fucile semiautomatico durante le manifestazioni che chiedevano giustizia per Jacob Blake, un afroamericano di 29 anni ferito gravemente dalla polizia. Sparò a due persone che avevano provato a fermarlo, uccidendole. Secondo la giuria, Rittenhouse aprì il fuoco per difendersi. “La maggior parte degli esperti di diritto”, spiega il New York Times, “non è rimasta sorpresa dalla sentenza. Questo perché le leggi di numerosi stati danno una definizione molto ampia di ciò che può essere considerato legittima difesa. Quando una persona dice di avere sparato perché si sentiva in pericolo spetta all’accusa provare che non è così”. Inoltre non ha importanza se l’accusato ha contribuito a creare la situazione di violenza (come è evidente nel caso di Rittenhouse), perché la giuria deve valutare solo il momento della sparatoria. Secondo la legge del Wisconsin, “una persona può usare la forza (anche letale) se non ha altri modi ragionevoli per evitare di essere uccisa o restare gravemente ferita”. Una norma che, combinata con il permesso di girare per strada con armi in vista, crea inevitabilmente situazioni pericolose.

Questo articolo è uscito sul numero 1437 di Internazionale, a pagina 29. Compra questo numero | Abbonati