Florian Noack è un acceso sostenitore dei lavori per pianoforte di Sergej Ljapunov (1859-1924). Ora affronta il suo magnum opus, i 12 studi d’esecuzione trascendentale. Anche se ogni tanto hanno somiglianze stupefacenti con gli studi di Liszt, nei confronti dei quali Ljapunov dichiara il debito già dal titolo, sono lavori profondamente russi, tanto per l’atmosfera quanto per l’ombra di Balakirev che aleggia spesso su di loro. Dopo l’inizio tutto dolcezza e cantabile del primo studio, Berceuse, Noack dimostra un virtuosismo straordinario già nello scintillio del secondo, Rondes des fantômes, e da qui rimane sempre all’altezza delle sfide della partitura. È una registrazione che nella comprensione di questi studi va più a fondo delle altre, comunque eccellenti. Dopo la storica versione di Louis Kentner, questa epopea pianistica non è mai stata servita così bene.

Bertrand Boissard, Diapason

Questo articolo è uscito sul numero 1437 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati