Quando cade la neve,

forma estranea di fiocco, siedo

alla scrivania, solo, isola di obeche.

Che importanza ha

che il legno disti da casa?

Alla fine, breve giorno, il cielo oscura

i miei occhi fissi oltre la finestra.

Mi chiedo quanto conosco la mia scrivania;

odore di polvere di legno al crepuscolo, ricordi

di labbra arse dall’harmattan

intente a suonare fisarmoniche.

Accanto al mio letto

una lampada getta ombra

sui muri, un villaggio. Riconosco

la donna che s’affretta verso casa,

al polso le ondeggia una lanterna

morente, un ragazzo fischietta

in fondo alla mia via.

A te che sei dietro di me, hai vinto.

La tua musica, illesa dall’esilio, canta pura.

Da te, lontano è il freddo sole, vuota la prima luna.

La donna, colpi di lanterna spenta,

apro. Fiammiferi, per favore.

Non vedo il suo volto, solo il freddo inverno

e il buio che mi fissa.

Romeo Oriogun

è un giovane poeta bisessuale nigeriano. Ha vinto il Brunel international african poetry prize nel 2017 e vive da alcuni anni negli Stati Uniti, ad Iowa City. Questa poesia è uscita sul sito della rivista letteraria panafricana Lolwe nel febbraio del 2020, un mese dopo il suo lancio. Traduzione dall’inglese di Francesca Spinelli.

Questo articolo è uscito sul numero 1438 di Internazionale, a pagina 96. Compra questo numero | Abbonati