Erik Isakson, Getty Images

I colossi tecnologici hanno deciso di rafforzare la tutela dei dati personali raccolti attraverso i loro servizi. L’ha fatto la Apple, che ora impone alle app di chiedere il consenso degli utenti al tracciamento dei dati, e lo farà presto Google. Questa novità, scrive il Wall Street Journal, ha messo in difficoltà le aziende che sfruttano i dati per lanciare online messaggi pubblicitari personalizzati. La conseguenza, spiega il quotidiano, è che molte hanno cominciato a fare da sole. “In quasi tutti i settori, dalle catene di fast food ai produttori di birra”, scrive il quotidiano, “i responsabili del marketing si affannano a raccogliere dati sui clienti”. I metodi per convincere le persone a concedere l’uso dei dati sono diversi: programmi di fidelizzazione, lotterie, newsletter, quiz, sondaggi. Certo, queste aziende non riusciranno mai a raccogliere le quantità di dati in mano a Fecebook, Google o Amazon, ma “con i loro piccoli database potranno organizzare delle campagne pubblicitarie online meno costose e più efficaci”. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1439 di Internazionale, a pagina 108. Compra questo numero | Abbonati