Sotto Natale, un solido adattamento di un classico non è mai da disdegnare. E, nonostante gli ultimi due anni, le avventure di Phileas Fogg intorno al mondo si rivelano una piacevole ode al viaggio, quando ancora non servivano test antigenici rapidi. La produzione internazionale (ne fa parte anche la Rai) è sontuosa e la serie è divertente, anche se ci mette un po’ a decollare. Il Fogg di David Tennant è più cupo e problematico di quello immaginato da Jules Verne, e l’idea di un ricco che s’imbarca in un viaggio inutile per sentirsi di nuovo vivo fa pensare a Elon Musk, Jeff Bezos e ai loro razzi.
The Guardian

Questo articolo è uscito sul numero 1442 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati