Il p arlamento ha aggiunto la parola “giordane” alla costituzione, che in precedenza faceva riferimento ai cittadini usando il maschile plurale come genere non marcato, secondo la grammatica dell’arabo. Oraib Rantawi, che dirige il Quds center for political studies di Amman, ha detto a **The New Arab ** che l’emendamento, approvato il 2 gennaio, è positivo, ma non implica cambiamenti per quanto riguarda lo status legale delle donne nel paese e non affronta le cause della discriminazione che subiscono. Anche se la legge giordana criminalizza alcune forme di violenza contro le donne, il parlamento si è sempre opposto all’introduzione di sanzioni per reati come le molestie sessuali e la costituzione non protegge dalla discriminazione di genere. Il giornale panarabo ricorda che la misura ha provocato un acceso dibattito in parlamento, degenerato in una rissa scoppiata durante la seduta del 28 dicembre. I blocchi conservatore e islamista si opponevano infatti all’emendamento per motivi politici e sociali.

Questo articolo è uscito sul numero 1442 di Internazionale, a pagina 27. Compra questo numero | Abbonati