Buenos Aires, 2020 (Natacha Pisarenko, Ap/LaPresse)

Il 30 dicembre 2020 il senato argentino approvava il disegno di legge che ha reso legale l’interruzione volontaria di gravidanza. “Un anno dopo”, scrive il quotidiano Página 12, “è importante fare i primi bilanci. Dopo lunghe lotte e mobilitazioni, la soddisfazione per aver ottenuto una legge che garantisce a tutte le donne un aborto legale, sicuro e gratuito resta grande, ma l’applicazione della norma è molto disuguale nel territorio nazionale. In alcune province – come Misiones, Corrientes, San Juan, San Luis, Mendoza, Catamarca, La Rioja – si continua a negare il diritto all’interruzione di gravidanza ed è complicato trovare un ospedale o un medico che pratichi l’aborto”. Inoltre ci sono ancora carenze nella preparazione del personale medico e sanitario e nell’accoglienza psicologica per le pazienti che decidono di abortire, spesso colpevolizzate per la loro scelta e trattate con aggressività. In alcune zone dell’Argentina molte donne ignorano perfino che l’aborto è diventato legale.

Questo articolo è uscito sul numero 1442 di Internazionale, a pagina 23. Compra questo numero | Abbonati