“Il Giappone deve riaprire le frontiere agli studenti stranieri”, titola il Nikkei Asia, che pubblica un intervento di Nancy Snow, docente all’università di studi stranieri di Kyoto. Dopo quasi due anni, il blocco degli ingressi agli stranieri non residenti sta suscitando molte polemiche e rischia di compromettere il soft power di Tokyo nel mondo, oltre che la carriera e la vita di molte persone. Il governo ha annunciato che a febbraio accoglierà 87 dei 150mila studenti in attesa di entrare. “Nel 2014 il governo decise che l’internazionalizzazione dei campus universitari era importante quanto gli accordi commerciali con altri paesi e puntò ad accogliere 300mila studenti stranieri entro il 2020”, scrive Snow, “ma l’obiettivo fu superato già nel 2019. La presenza di studenti e ricercatori stranieri nel paese sembrava destinata a diventare una caratteristica permanente della crescita del Giappone nel mondo. Nel 2020 il paese ha sigillato le frontiere e da allora gli scambi culturali sono congelati. Grazie ai vaccini, molti stati hanno ricominciato ad accogliere gli studenti dall’estero. Chi doveva andare in Giappone, invece, è stato costretto a cambiare destinazione”. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1445 di Internazionale, a pagina 31. Compra questo numero | Abbonati