Julio Baute è seduto nella portineria dell’ospedale psichiatrico e guarda la tv. Il lavoro gli dà la sensazione di essere ancora utile. D’altra parte, ha il compito di assicurarsi che nessuno dei pazienti, alcuni dei quali sono dementi e confusi, possa lasciare l’edificio, e non è sempre all’altezza del compito. Julio ha 95 anni ed è il protagonista occulto del romanzo. Tanti personaggi entrano ed escono da Arcipelago in un arco di 96 anni, dal 2015 all’anno di nascita di Julio Baute, il 1919. Ma il centro di gravità è il vecchio Julio. Il romanzo è ambientato a Tenerife, dove Mahlke, nata ad Amburgo nel 1977, ha trascorso molto tempo. Si apre in una bella giornata di luglio del 2015. Ana Baute Marrero, segretaria di stato del partito conservatore e figlia di Julio Baute, si prepara a visitare una mostra d’arte con il marito Felipe Bernadotte Gonzalez e la figlia Rosa. Felipe è l’ultimo rampollo alcolizzato e disilluso di una gloriosa famiglia che ha plasmato le fortune dell’isola. I Baute e i Bernadotte sono mostrati a posteriori come antipodi politici nel corso dei decenni. Il problema del r0manzo è la sua costruzione. Mahlke racconta la storia cronologicamente all’indietro, creando troppi vincoli formali.
Christoph Schröder, Süddeutsche Zeitung

Questo articolo è uscito sul numero 1447 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati