Il tempo necessario per prendere decisioni semplici comincia ad allungarsi dopo i vent’anni d’età. Il rallentamento non è però dovuto a processi mentali più lenti, ma a un comportamento più cauto. Lo hanno scoperto alcuni ricercatori analizzando i dati di più di un milione di persone fino agli ottant’anni. I partecipanti dovevano rispondere a domande semplici, stabilendo per esempio se una parola era positiva o negativa, per poi premere un pulsante. Dopo i vent’anni le persone impiegavano più tempo per le risposte. Secondo i ricercatori, l’allungamento dei tempi è dovuto in parte a un controllo motorio più lento nel premere il pulsante, ma soprattutto a un maggiore sforzo elaborativo della mente. Andando avanti con l’età le persone diventano più caute e vogliono acquisire più informazioni prima di decidere. Sembra che la velocità dei processi mentali rimanga inalterata fino a circa sessant’anni, per poi declinare. Lo studio è utile a capire il funzionamento del cervello e può avere risvolti pratici. Nella selezione del personale, per esempio, spesso si preferiscono i giovani, considerati più bravi a prendere decisioni. Ma forse non è così. ◆

Questo articolo è uscito sul numero 1449 di Internazionale, a pagina 95. Compra questo numero | Abbonati